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Il 40% degli inquilini non paga l’affitto alle case popolari di Ladispoli

Una voragine di 900.000 euro nelle casse dell’ Azienda territoriale per l’edilizia residenziale.

A Ladispoli quattro inquilini su dieci delle case popolari non pagano l’affitto, un malcostume che negli ultimi anni si è diffuso, aprendo un significativo buco nelle risorse dell’Ater di Roma. Le statistiche, aggiornate al 2021, confermano che il 40% dei residenti dei tre complessi edilizi di largo Livatino, via Sorrento e viale America sembrano essere allergici ad essere in regola con il canone di locazione, nonostante le tariffe mensili siano molto basse e non arrivino mai a cento euro. In alcuni casi l’affitto ammonterebbe a poche decine di euro. Eppure negli ottanta alloggi Ater di Ladispoli la morosità si allarga a macchia d’olio, innescando meccanismi a catena di disagi e disservizi per tutti gli inquilini che pagano regolarmente l’affitto. Senza l’introito dei canoni, infatti, l’azienda si troverebbe in difficoltà per finanziare interventi di manutenzione nei condomini, come ad esempio la riparazione degli ascensori, suscitando le comprensibili proteste dei residenti più diligenti con i pagamenti. Stesse problematiche per il consumo elettrico in androni e scale. In alcuni casi l’omesso versamento del canone riguarda anche la bolletta dell’acqua, dove ci sono i contatori generali delle palazzine diventa un rebus stabilire chi se ne infischia di non sborsare un euro nemmeno per il consumo idrico. Prima del lock down il rapporto tra Ater ed inquilini di Ladispoli si era ulteriormente deteriorato a causa del rifiuto ad accettare la proposta di nominare amministratori di condominio per la gestione delle spese di manutenzione all’interno dei tre complessi edilizi. Un secco diniego arrivò anche alle proposte di acquisto degli alloggi avanzate dall’Ater dopo il via libera della Regione Lazio per gli edifici di viale America. La pacchia però potrebbe essere finita. Dopo il blocco due anni causato dalla pandemia, infatti, l’Ater sarebbe pronta a ripartire con i solleciti di pagamento, atti propedeutici all’arrivo dell’ufficiale giudiziario per notificare l’avviso di sfratto ai morosi più irriducibili. Entro poco tempo arriveranno intimazioni a pioggia, i furbetti dell’affitto rischieranno di perdere la casa popolare se non si metteranno in regola con i pagamenti. Le associazioni dei consumatori invitano ad un attento monitoraggio delle singole situazioni per evitare di colpire situazioni economiche e familiari oltremodo disagiate.

«Premesso che l’affitto delle case popolari si deve pagare – afferma il coordinatore del Codacons del litorale, Angelo Bernabei – è evidente che le sanzioni non debbano essere a pioggia senza un attento controllo. La crisi economica degli ultimi anni ha aggravato la situazione, sappiamo che esistono nuclei familiari socialmente molto difficili, solo analizzando caso per caso di potrà smascherare chi non paga l’affitto pur avendone la possibilità e coloro che realmente sono indigenti. La stretta collaborazione con l’ufficio servizi sociali del comune potrebbe permettere di avere l’esatta fotografia del disagio nei tre complessi edilizi. Altro fenomeno che siamo certi sarà sotto la lente d’ingrandimento dell’Ater e delle forze dell’ordine è quello dell’occupazione abusiva negli alloggi popolari di Ladispoli. Due anni fa furono sgomberati due appartamenti dove si erano insediate persone prive di titolo e gli immobili furono consegnati ai legittimi assegnatari. Il Codacons è pronto ad affiancare Ater e comune in questa battaglia per il ripristino della legalità e per portare alla luce odiosi fenomeni come il sub affitto in nero delle case popolari in una città come Ladispoli dove è sempre più crescente la domanda di un alloggio agevolato».

Un altro problema segnalato dagli inquilini delle case di viale America, le più popolate di Ladispoli, riguarda il pessimo stato del manto stradale. Il parcheggio davanti agli ingressi degli stabili è un percorso di guerra, le radici degli alberi hanno sollevato il selciato, buche e smottamenti diventano micidiali trabocchetti nascosti dalle pozzanghere nei giorni di pioggia.

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