L’inaugurazione del comitato del Centro destra civico di ieri ha ufficialmente aperto la campagna elettorale a Ladispoli. Le amministrative, sembrerebbe, si svolgeranno tra undici mesi, un lasso di tempo politicamente molto breve, i cittadini di Ladispoli saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco dopo dieci anni di mandato effettuato dal sindaco Alessandro Grando. Rispetto al passato, lo scenario appare già delineato, una prima idea degli schieramenti in campo è già possibile formularla, i fari sono tutti accesi sul Centro destra che governa da due lustri e vanta una solida base elettorale. Un patrimonio che, senza personalismi, rancori ed astio individualistico, potrebbe permettere al Centro destra di vincere le elezioni e dare continuità al lavoro svolto dal 2017 ad oggi. Dalla cerimonia di inaugurazione della sede dell’Alleanza civica del sindaco Grando è partito un messaggio molto chiaro, le liste Noi di Ladispoli, Cuori Ladispolani, Lista Grando, Per Ladispoli, Verso Ladispoli, Ladispoli X Ladispoli, L’impegno continua ed Unione Civica per Ladispoli Città sono pronte a concorrere da sole alle elezioni comunali nel caso i partiti tradizionali del Centro destra assumessero atteggiamenti ostili e soprattutto poco rispettosi del peso di una coalizione che nel 2022 con sole quattro liste ottene oltre il 40% dei voti. In politica non contano i simboli ed i brand bensì i numeri, ancor di più a livello locale dove i cittadini votano le persone e non le sigle. Come confermato dal disastro nelle urne di Santa Marinella la scorsa settimana per Partito democratico e Forza Italia. I margini per un accordo programmatico serio ci sono, il sindaco Grando nel suo intervento ha lasciato la porta socchiusa, ha ricordato che i numeri sono dalla parte del Centro destra civico, dando appuntamento a settembre per l’avvio di confronti risolutivi. Sarà necessario tanto buon senso su entrambi i fronti per siglare un’intesa solida che permetterebbe a tutto il Centro destra di avere i numeri per chiudere la partita al primo turno. Un successo ancora più possibile se, come sembra, il Governo approverà la legge elettorale che assegnerà la vittoria alla coalizione che al primo turno ottenesse il 40% dei consensi. Non è scontato che tutti i partiti tradizionali possano far parte dell’eventuale vasta coalizione, ci sono molti angoli da smussare, alcuni rumorosi personaggi dovrebbero essere più diplomatici, spartiacque della trattativa saranno i nomi dei candidati a sindaco proposti. E’ evidente che ormai gli elettori scelgono le persone e non i partiti, al Centro destra civico il compito di estrarre dal cilindro un nome autorevole ed aggregante da confrontare con eventuali proposte che arriveranno dai partiti. Altrimenti, in caso di rottura, si andrà alla conta nelle urne ma, analizzando cosa è successo per esempio a Santa Marinella, viene difficile pensare che Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati ed Udc vogliano andare al suicidio politico a Ladispoli. Vi immaginate i vertici romani dei partiti di Centro destra, a due mesi dalle elezioni politiche nazionali, come reagirebbero alla rottura dei rapporti con le liste civiche che potrebbe comportare la perdita dei seggi al Senato ed alla Camera dei deputati nel nostro collegio a giugno del prossimo anno?
Gianni Palmieri

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