Sul campo ha vinto la squadra con meno pressioni, anche più esperta, il Ladispoli. Ha perso il città di Cerveteri, facendo tutto da solo, regalando la vittoria ai cugini, ai quali vanno gli applausi per la vittoria. Il botteghino rossoblù può finalmente sorridere, le oltre 150 presenze ceriti, sono la conferma di come il calcio a Cerveteri abbia un valore che non si limita allo sport, ma si estende nell’identità e senso di appartenenza. Sugli spalti c’erano Ultras, gli UC e la Gioventù, insieme agli amici di Tarquinia, famiglie, politici, vecchi ultras, e bambini ammaliati dai cori e bandiere, troppo piccoli da distinguere le categorie. Il più dispiaciuto della sconfitta è, forse, il presidente Andrea Lupi, che ha parole di elogio per i tifosi. “Il primo ringraziamento va a loro, una tifoseria di altre categorie, sembrava di essere in serie C. Una cornice di pubblico mai vista, era tutto colorato di verde azzurro, ed è ciò che ti fa pensare che a Cerveteri si possono fare cose importanti. Per la sconfitta, l’accettiamo. Senza sa e senza ma , subito a lavoro, in campo domenica abbiamo una gara importantissima conto il Pianoscarano”.
Il Città di Cerveteri, dopo l’amarezza del derby, vuole ripartire dai suoi tifosi per conquistare i play off
Il volto bello del derby sono i tifosi verdeazzurri, capaci di dare spettacolo e vivacità a uno stadio, l’Angelo Sale, che dai tempi della serie D non viveva momenti così forti e animati.

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