Lo dichiarano in una nota le associazioni Piccolo Fiore APS/Ets,Nuove Frontiere APS/Ets, Animo, Libera/Presidio Cerveteri e Ladispoli, Centro Solidarietà Cerveteri, UDI (Unione Donne in Italia) Gruppo Nilde Iotti, Scuolambiente Odv/Ets, Volontari Ospedalieri (AVO) Cerveteri e Volontari Ospedalieri (AVO) Ladispoli, Auser Civitavecchia Gruppo Cerveteri. Queste associazioni martedì pomeriggio erano presenti nell’Aula consiliare del Granarone ai lavori del Consiglio Comunale aperto di Cerveteri, e sono firmatarie di una nota di sollecito all’approvazione, letta a nome di tutti da Silvia Leuzzi. “La politica non può rimanere insensibile: ci appelliamo al senso di responsabilità affinché anche a Cerveteri si vada alla votazione dello Statuto di costituzione approvato a Ladispoli al più presto possibile. Se ci sono miglioramenti da fare, si possono fare strada facendo. L’importante è muoversi in tempi veloci, perché il Consorzio può avere accesso a importanti contributi regionali “una tantum” per la sua costituzione, ma soprattutto per altri progetti e servizi sociali indispensabili per le persone più fragili”, conclude la nota.
“Il Comune di Cerveteri approvi rapidamente il Consorzio sociale, centinaia di famiglie non possono più aspettare”
“L’amministrazione comunale di Cerveteri si svegli e prenda atto dell’urgenza di approvare l’avvio del Consorzio Sociale dell’Etruria Meridionale, come già fatto dal Comune di Ladispoli, ormai più di 5 mesi fa. Il Consorzio, infatti, cambierebbe radicalmente la gestione delle politiche sociali del nostro comprensorio, con una programmazione più efficace, azioni più veloci, risorse dedicate e una maggiore attrazione di fondi regionali. Non comprendiamo quali ostacoli ancora ci possano essere: ieri pomeriggio, nell’aula consiliare del Granarone, abbiamo assistito a un dibattito imbarazzante, in cui di fronte al grido di allarme lanciato da tutte le associazioni del volontariato e del Terzo Settore sull’urgenza di un cambio di passo, la politica, anziché essere solidale, ha risposto con argomentazioni inconsistenti e il consueto gioco del rimpallo di responsabilità. Basta! Siamo stanchi: centinaia di famiglie alle prese con disabilità, non autosufficienza, minori fragili, povertà, aspettano un aiuto concreto”.

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