“Fatti non foste a viver come bruti…”
Sarà presentato a Palazzo Vecchio come le massime autorità cittadine di
Firenze e Scandicci e il Presidente della Regione Eugenio Giani un grande
evento no-profit della estate toscana
Ugo De Vita racconta Niccolò Ciatti, lo fa ancora una volta a suo modo, con
versi, prose e col magnifico vìolino del maestro Fabio Consiglio, lo fa con
accanto a se Luigi, Cinzia e Sara Ciatti mentre ancora deve iniziare il
processo in Spagna. È un tentativo coraggioso perché nell’estate della
“rinascita” dalla Toscana venga forte richiamo alla giustizia per il ragazzo
massacrato a Lloret de Mar il 12 agosto 2017.
“Alice in cerca di teatro” no-profit e la Onlus Niccolò Ciatti con il patrocinio di
Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Scandicci propongono un
grande appuntamento di teatro di impegno civile a Scandicci (12 agosto
Piazza della Resistenza) e poi a Firenze (30 agosto, Limonaia Villa Strozzi)
ad ingresso libero e gratuito.
Col titolo che richiama ventiseiesimo canto dell’inferno dantesco da
telefonate, incontri, conversazioni è proprio la famiglia Ciatti: Luigi (il babbo),
Cinzia (la mamma), Sara (la sorella minore di Niccolò) a ricordarlo e a
consegnare una toccante memoria familiare, ecco “Fatti non foste a viver
come bruti…”, recital di poco piu di un’ora in un tempo, di e con Ugo De Vita.
“Nicco ci manca continuamente, le parole non bastano a dire quel che
abbiamo passato e quello che ogni giorno significa la sua assenza – dice
Luigi Ciatti, babbo di Niccolò, con gli occhi velati – ma tenevano a fare che
stavolta non fossero solo gli striscioni in città a ricordarlo, così incontrato
Ugo De Vita, attore e autore bravissimo, lo abbiamo accolto in casa e dalle
nostre parole ha scritto un testo che di poesia. Quello che ci ha colpito è
come lui abbia il dono di capire e carpire il senso del dolore e
dell’abbandono. Abbiamo incontrato un amico e non mi stupisce che tante
persone gli abbiano aperto il cuore, non ci sono soldi, c’è solo tanta buona
volontà e il sostegno della sua e della nostra associazione Onlus.
Poi Ugo avendo molte volte portato col Ministero i suoi lavori all’estero, ha
trovato modo di mettere le basi per quella che sarà la replica in Spagna .”
De Vita è lusingato dalle parole del babbo di Niccolò, ha diretto molti grandi
attori (Scaccia, Dapporto, Placido, Haber) ma quando parla del Teatro della
realtà di cronaca ed in particolare di questa storia tiene a sottolineare e
aggiungere: “Qui non c’è personaggio, qui il mito viene da questa morte e
questo dolore. Ciatti è un lavoro diverso da ogni altro di quelli fatti prima.
Che pure porto sulla mia pelle. Penso a Cucchi e poi a Vannini: ci sono storie
in cui sento subito bisogno di incontrare i familiari, scrivere e portare in
scena il lavoro, in questo caso sono arrivato sulla vicenda quattro anni dopo,
cioè con quattro anni di ritardo che coincidono con il ritardo denunciato dalla
famiglia nella sua legittima richiesta di giustizia dopo la notte e lo scempio di
Lloret De mar. È proprio questo silenzio e questa sorta di oblio che vogliamo
“rompere”, scuotendo le coscienze.
Quale che siano le ragioni di un ritardo per arrivare alla cosiddetta fase
dibattimentale, occorre riportare opinione pubblica su questa orribile storia.
Sono convinto che la Spagna, la sua grande tradizione non mancherà di
restituire giustizia a Niccolò e la dignità di parte offesa che sinora è stata
trascurata, bisogna ripeterlo forte e chiaro Niccolò muore senza movente,
muore come in un videogame e questo anche perché fatti tanto gravi non si
ripetano mai più.”
Come dare torto a De Vita, si moltiplichino gli appelli e le forze in campo,
ciascuno faccia la sua parte:
“Fatti non foste a viver come bruti…”

Lascia un commento