L84 conquista il suo primo scudetto della storia battendo in gara 3 la Meta Catania per 4-3 al termine di una finale epica e combattutissima.
Davanti ai circa cinquemila spettatori del PalaCatania, nonostante il grande caldo, il pubblico ha assistito a una partita di altissimo livello, ricca di agonismo, qualità tecnica e giocate individuali da parte dei tanti campioni presenti in campo.
La Meta parte forte, imponendo un pressing asfissiante che mette subito in difficoltà i neroverdi, costretti a faticare nella costruzione del gioco. Al 3’ minuto però arriva il vantaggio degli ospiti: Liberti, con una grande giocata sulla fascia, salta l’uomo e serve un pallone perfetto sul secondo palo, dove Vander Salas deve solo appoggiare in rete.
La Meta continua a spingere con il suo ritmo intenso, ma L84 cresce con il passare dei minuti. Al 20’ arriva il pareggio catanese con Podda, bravo ad approfittare di un recupero di Pulvirenti ai danni del capitano Josiko.
Il copione della gara non cambia, ma i torinesi iniziano a trovare più spazio e in una ripartenza tornano avanti. Murilo Schiocchet firma il 2-1 dopo una splendida combinazione a tre con Liberti e Julio De Oliveira.
Al 14’ L84 piazza un altro colpo: Fortini è il più rapido ad approfittare di un errore di Pedro Siqueira, che perde palla, permettendo al giocatore neroverde di segnare dalla distanza per il momentaneo 3-1.
Al 25’ viene negato un rigore apparso netto a Lahuerta per un fallo di Rescia. Un minuto più tardi la Meta reagisce: grande conclusione di Michele Podda che colpisce la traversa, sulla respinta Pulvirenti è il più veloce e accorcia le distanze sul 2-3, riaprendo la partita prima dell’intervallo.
Nella ripresa la tensione aumenta. Al 18’ Tuli commette un’ingenuità e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando L84 in inferiorità numerica. Juanra chiede l’intervento del supporto tecnologico per l’espulsione diretta, ma la decisione viene confermata dagli arbitri con il doppio giallo.
La difesa torinese resiste nei due minuti di inferiorità, ma proprio pochi secondi prima del rientro del quarto uomo arriva l’episodio decisivo: Caique Rodriguez, in uscita, travolge Turmena e gli arbitri assegnano il calcio di rigore.
Dal dischetto Turmena non sbaglia e firma il 3-3.
Le due squadre iniziano a sentire la fatica, ma a nove minuti dalla fine arriva il nuovo sorpasso della L84: il solito Rescia si fa trovare pronto sul secondo palo e punisce una disattenzione della difesa catanese, siglando il 4-3.
La Meta prova in tutti i modi a trovare il pareggio utilizzando anche il player play e sfiora il gol in due occasioni clamorose: prima con Podda e poi con Sacon, con la palla che esce di pochissimo a Caique Rodriguez battuto.
I meriti vanno anche a una società che ha costruito una rosa di altissimo livello mettendo a disposizione di Diego Rios giocatori di grande esperienza e qualità. Elementi come Rescia e Cuzzolino hanno avuto un ruolo fondamentale nel percorso tricolore.
Lo stesso Diego Rios, nonostante la giovane età, ha dimostrato grande maturità, portando in Italia una mentalità e una cultura del futsal vicine al modello spagnolo.
Per la Meta Catania restano solo applausi: il lavoro dell’allenatore Juanra e del presidente Enrico Musumeci ha dimostrato come sia possibile raggiungere risultati di altissimo livello costruendo un progetto sportivo solido e ambizioso, senza necessariamente basarsi su investimenti fuori misura e avendo sette giocatori italiani in rosa.
Arrivederci al prossimo campionato dove le emozioni che regala questo sport saranno sicuramente maggiori.

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