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“La propaganda politica resti fuori dalla scuola di Ladispoli”

Come i cittadini di Ladispoli avranno notato, continua ad imperversare su alcuni mass media, non tutti per fortuna, questa annosa polemica tra comune e scuola, faccenda della quale a molta gente interessa veramente poco. Ortica Social si è già espressa in merito, non condivideremo mai quel modo spericolato di fare giornalismo solo per qualche euro in più e due like, grazie a Dio non siamo tutti uguali nemmeno nella professione. Invitiamo però a leggere con attenzione le dichiarazioni del sindaco Alessandro Grando che ha scattato una fotografia nitida della situazione attuale che, proiettata nel 2022, lascia purtroppo intravedere una campagna elettorale che rischierà di essere becera, verbalmente violenta, alimentata da alcuni giornalisti che hanno una concezione lontana anni luce dalla nostra di questa professione. Speriamo vivamente che tutti comprendano l’importanza di un’informazione non basata sui toni esacerbati dei social, bensì seria e competente. Sappiamo che a qualcuno le cattive compagnie che frequenta da un anno ne hanno peggiorato la competenza professionale, però a redimersi c’è sempre tempo. O forse quattro spicci in nero hanno più valore della propria deontologia? Ecco comunque le parole del sindaco Alessandro Grando.

“Il sindaco non rispetta le leggi (reato), è un incompetente, è un ipocrita al potere, spreca soldi pubblici (reato), vuole privatizzare una struttura pubblica per affidarla ai suoi amici (reato), mette a rischio la salute dei bambini (reato), ce l’ha con me perché alla Melone si insegna il romeno, vuole farmi cacciare via, ha sbagliato a scegliere certi assessori. Queste sono solo alcune delle affermazioni deliranti che il dirigente scolastico Riccardo Agresti ha rivolto nei miei confronti e nei confronti di alcuni assessori negli ultimi tre anni. Tutto ciò è normale? Una volta esisteva il rispetto per le Istituzioni e tra le Istituzioni, oggi invece il rispetto per le Istituzioni è dovuto solo a determinate condizioni. Un preside può insultare un sindaco e diffamarlo, tanto nessuno si scandalizza. Però poi ci meravigliamo se alcuni ragazzi si comportano nello stesso modo. Ma non finisce qui. Se il comportamento del dirigente scolastico viene segnalato ai suoi diretti superiori per gli eventuali provvedimenti che si riterranno opportuni scatta la rappresaglia e la manipolazione dei fatti. Il dirigente scolastico da diffamatore diventa vittima, mentre il sindaco da parte offesa diventa il nazi-fascista che vuole spedirlo al confino. L’attuale opposizione di Ladispoli nel corso del tempo ha dato prova di grandi capacità, non amministrative purtroppo. Come manipolatori della realtà, invece, sono i numeri uno indiscussi. Riescono perfino a leggere una lettera e ad affermare che c’è scritto un qualcosa che in realtà non c’è! Nel caso specifico mi accusano di aver chiesto il trasferimento del preside, anche se non è scritto da nessuna parte. Immaginate cosa sarebbe successo se fosse avvenuto il contrario, ovvero se il sottoscritto, o un altro membro della maggioranza, avesse scritto offese simili a quelle sopra elencate nei confronti di un dirigente scolastico qualsiasi. Come minimo sarebbero partiti cortei, fiaccolate, raccolte firme, scioperi della fame, flash mob e interrogazioni parlamentari. Ma nel caso che mi riguarda è tutto regolare. Gli insulti sono legittimi e nessuno li stigmatizza. Questo è il modo di fare politica della parte più becera della sinistra di Ladispoli: l’avversario politico è il nemico da abbattere con qualunque mezzo a disposizione. Se non ci riescono alle urne provano con la magistratura, nel frattempo tentano di delegittimarlo in tutti i modi possibili, insulti e calunnie sono il pane quotidiano. Io non mi rivedo in questo modo di fare politica, e come me tanti altri cittadini per bene che, fortunatamente, sono la maggioranza della nostra città. Credo inoltre che la propaganda politica debba rimanere fuori dal mondo dalla scuola, così come avviene in tutti gli altri Istituti scolastici di Ladispoli”.

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