Il Castello di Santa Severa ha accolto la Via Crucis del Venerdì Santo facendosi portavoce della solenne tradizione religiosa: il corteo dei fedeli in preghiera,al termine della Messa celebrata da Don Stefano Fumagalli nella Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al 1600,in cui è visibile l’affresco che raffigura la Madonna seduta con il Bambino, in basso alla sua destra Santa Marinella, sul fondo il Castello Odescalchi, a sinistra Santa Severa,ha percorso le quattordici stazioni tra le mura del castello rievocandola passione di Cristo, rappresentata dai bambini di Santa Severa. Molto sentita la partecipazione dei fedeli nella notte del Venerdì Santo, ventosa e illuminata dal riflesso freddo della luna che annuncia la primavera tra i sentieri rocciosi densi di storia.
A chiosa dell’ultima stazione la riflessione toccante e dal valore universale di Don Stefano Fumagalli, accolta da tutti i fedeli presenti all’interno della Chiesa di Santa Maria Assunta come un invito alla fratellanza e all’altruismo: la vita di ciascuno è spesso oppressa da macigni, esattamente come una pietra enorme ostruiva il sepolcro di Cristo. Questo macigno parimenti, posto sull’anima, non lascia fluire la vita, opprime in una morsa,blocca ogni raggio di luce,impedisce la comunicazione con l’altro. È il macigno che affligge la società dei nostri tempi: solitudine, miseria, malattia, odio, esasperazione e disperazione. L’invito che la Pasqua rappresenti per tutti il “rotolare del macigno”,il ritorno alla luce, la primavera dell’umanità, dove ciascuno, libero dal proprio cono d’ombra,si adoperi per rimuovere il macigno del sepolcro accanto ed è così che si ripeterà finalmente il miracolo della Pasqua di Cristo. Don Stefano ha concluso la funzione con un appello universale ad essere una umanità che crede nel potere della vita sulla morte, dove l’amore trionfa sull’odio e il perdono sulla vendetta.
Marilena Curti

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