Cerveteri Litorale

La zona archeologica di Gricciano a Cerveteri sempre più nel mirino degli incivili. Scaricati rifiuti in via Mortella

Nemmeno le zone archeologiche di Cerveteri si salvano dal passaggio degli incivili.

Una discarica abusiva è apparsa nelle vicinanze della necropoli etrusca nella zona nord di Gricciano, dalle parti di via Mortella, dove da alcuni giorni sono spuntati rifiuti di ogni genere, scaraventati a bordo strada e tra la vegetazione. Materassi, parti di elettrodomestici, mobili, barattoli di vernice, resti di lavori edili e numerosi sacchi di immondizie troneggiano a poca distanza dai reperti etruschi, in un’area tra le più antiche della necropoli della Banditaccia. Loculi, tombe e sentieri che sono particolarmente apprezzati dagli appassionati del settore per la loro unicità, comprensibile lo sdegno dei visitatori che si avventurano fino a Gricciano. Sui social gli abitanti della vasta zona di campagna da tempo segnalano l’andirivieni di automobili e furgoni che, approfittando dell’inesistente illuminazione dopo il tramonto, abbandonano spazzatura nel verde, compresi materiali potenzialmente inquinanti. Uno spettacolo indecoroso anche gli occhi delle persone che si avventurano a visitare le tombe etrusche nell’altopiano di Gricciano. In questo scenario di degrado, non mancano gli automobilisti che lanciano i sacchetti dell’immondizie dai finestrini.

Questa montagna di rifiuti fu bonificata qualche tempo fa a Gricciano

Non è la prima volta che la zona rurale è presa di mira dagli incivili, nei mesi scorsi un’altra montagna di rifiuti era apparsa in prossimità della recinzione della necropoli, suscitando lo sdegno dei residenti che ha viva voce chiesero ed ottennero la bonifica della pattumiera a cielo aperto. Creata, peraltro, a ridosso di un antico e prezioso fontanile del seicento, trasformato in contenitore della spazzatura. Anche altre aree dove sono presenti reperti archeologici sono spesso state vittime delle scorribande degli incivili. L’antica via Sepolcrale, la storica via degli Inferi e le vaste campagne attorno alla necropoli della Banditaccia sono state sovente bonificate dalle associazioni di volontariato che hanno raccolto immondizie di ogni genere abbandonate in luoghi millenari. Un malcostume dilagante soprattutto in primavera ed estate. Reprimere il malcostume dell’abbandono di spazzatura e materiali ingombranti nelle località decentrate non è semplice, il territorio è talmente vasto da non poter essere controllato, gli incivili da tempo hanno cambiato strategia. Dopo l’aumento della sorveglianza nei centri urbani attraverso l’implementazione di foto trappole e telecamere a circuito chiuso, le persone che se ne infischiano della raccolta differenziata hanno messo nel mirino aree periferiche, deturpando prati, canneti e vegetazione boschiva.

Sulla via Settevene Palo spesso appaiono discariche abusive

Oltre all’esterno della necropoli, cumuli di spazzatura spesso appaiono lungo la via Settevene Palo in direzione del lago di Bracciano, nelle arterie del quartiere San Paolo a ridosso del campo sportivo, nelle strade laterali della via Doganale a Borgo San Martino e perfino accanto alla linea ferroviaria sotto il cavalcavia di Marina di Cerveteri. Dal palazzetto comunale in questi giorni hanno reso noto che è stato avviato un capillare piano di controlli a tutto campo, si partirà dalla verifica del regolare conferimento nei mastelli davanti alle abitazioni, fino al posizionamento di nuovi dispositivi elettronici per immortalare e multare chi getta rifiuti nell’ambiente. I primi risultati del giro di vite sono arrivati, in pochi giorni sono state elevate già molte contravvenzioni a cittadini sorpresi a lasciare la spazzatura in strada. Sanzionati anche utenti che avevano sbagliato il modo di conferire i rifiuti nei rispettivi sacchetti. Le multe possono arrivare fino a cento euro, nel caso di abbandono di materiale inquinante è prevista la denuncia penale. Entro poche settimane la polizia locale di Cerveteri avrà in dotazione trenta nuove foto trappole che saranno posizionate nei luoghi ritenuti più a rischio per la comparsa di pattumiere a cielo aperto.

 

 

 

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