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L’eredità che ci lascia lo spareggio salvezza vinto dal Ladispoli sul Cerveteri

E’ stato dunque consegnato alla storia ed all’album dei ricordi il primo drammatico spareggio salvezza nella storia di Ladispoli e Cerveteri.

Si salva, dopo una stagione tribolata dentro e fuori dal campo, il Ladispoli che ha vinto una gara intensa ma poco spettacolare, ricca di emozioni emotive ma povera di tiri in porta. Sono stati necessari i tempi supplementari per decidere il derby, un giovanissimo americano con una bellissima mezza rovesciata ha regalato la vittoria ai rossoblu a cui sarebbe bastato anche il pareggio per evitare la retrocessione. Perez è un attaccante di sicuro valore, in prospettiva un ragazzo appena maggiorenne su cui costruire il prossimo campionato una squadra che non annaspi in zona retrocessione dalla prima all’ultima giornata del torneo di Eccellenza. Il Ladispoli ha vinto lo spareggio contro un Cerveteri che non ha sfigurato, che ha costretto i più blasonati e tecnicamente superiori “cugini” fino ai tempi supplementari, evitando anche una retrocessione diretta che lo scorso autunno appariva inevitabile a causa dei noti problemi societari prima dell’arrivo della famiglia Lupi. Il Ladispoli ha vinto soprattutto per l’esperienza dei suoi giocatori nei momenti clou, compreso l’inizio del primo tempo supplementare quando ha iniziato ad attaccare per chiudere il match. La differenza l’hanno fatta anche i problemi fisici palesati nella parte finale da alcuni giocatori del Cerveteri, afflitti da crampi ed in palese mancanza di fiato.

E’ stato un derby in cui alcuni episodi hanno fatto, o potevano fare, la differenza. Dopo un primo tempo combattuto ma privo di occasioni da goal, nel finale entrambe hanno avuto il match ball. Prima il Ladispoli, fermato da una strepitosa parata del portiere ospite. Poi l’occasione costruita dal Cerveteri a pochi secondi dalla fine con una bella azione che ha messo un attaccante verdeazzurro in grado di tirare una sorta di calcio di rigore in movimento. Il portiere De Angelis ha bloccato il tiro. Ma il calcio è strano e così nell’over time l’estremo difensore del Cerveteri è uscito in modo imperfetto su un pallone alto, permettendo al bravissimo Perez di insaccare una rete bella e decisiva. Lo spareggio ci lascia alcune certezze e varie speranze per entrambe le compagini. Le certezze sono quelle che i tifosi allo stadio vengono se motivati, gli spalti dell’Angelo Sale erano gremiti all’inverosimile, tanta gente nonostante la giornata fresca, il periodo di comunioni ed un disamore cronico per il calcio dilettanti. Alla fine hanno esultato i sostenitori del Ladispoli per lo sventato pericolo, ma un plauso deve essere rivolto ai fans del Cerveteri che hanno risposto all’appello della società. Sono un patrimonio, per entrambi i club, da cui ripartire per permettere alle squadre di giocare finalmente davanti ad un pubblico numeroso e caloroso. L’altra certezza è che i dirigenti di Ladispoli e Cerveteri, per aspetti diversi, abbiano compreso che queste due città non meritano uno spareggio salvezza, bensì dovrebbero essere protagoniste del calcio dilettanti. Il Ladispoli ha una potenzialità economica da Serie D, campionato in cui giocava solo tre anni fa, il Cerveteri deve ora allestire un organico per vincere il torneo di Promozione e risalire immediatamente. Ora entrambe hanno uno stadio moderno e funzionale, spetta ai dirigenti lavorare in modo che la gente riscopra il senso di identità, così come avvenuto nel derby spareggio. Poi ci sono le speranze. In primis quella che, soprattutto a Ladispoli, qualcuno torni a considerare il calcio dilettanti come una passione e non come una ragione di vita che diventa alibi per sfogare altro tipo di problemi. Con conseguenze non solo di danno di immagine ma anche di altro tipo. Cala il sipario su una stagione che, per tanti punti di vista, sarebbe meglio archiviare e dimenticare, troppi gli episodi brutti, spiacevoli e mortificanti che sono accaduti fuori dal campo. Fermo restando, naturalmente, che chi ha sbagliato ne risponderà nelle dovute sedi. Noi di Ortica Social vorremmo parlare solo di calcio, raccontare di due club storici del litorale che si giocano non l’onta della retrocessione, bensì traguardi prestigiosi. Le centinaia di tifosi che domenica gremivano le tribune dello stadio Angelo Sale questo chiedono ai dirigenti. Soprattutto del Ladispoli. Speriamo che tutti operino una profonda riflessione, comprendano che è il momento di cambiare rotta, prendano le dovute decisioni. Ortica Social continuerà a parlare di calcio giocato, sempre con spirito libero, corretto e professionale. Tutto il resto non ci interessa. 

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