di Anna Maria Onelli
Sabato 18 settembre, gli accoglienti spazi esterni dell’azienda Idrorent in viale California 1 a Ladispoli, hanno fatto da cornice all’inaugurazione della sesta edizione di “Caravaggio in vetrina”. Un appuntamento nato dal cuore e dalla dedizione del giornale Ortica Social, diretto da Gianni Palmieri, e da Felicia Caggianelli, delegata all’arte del Comune di Ladispoli. Per tutti semplicemente Licia. Due figure che da anni si spendono con generosità, a titolo del tutto volontario, per regalare al territorio una nuova consapevolezza culturale.
L’iniziativa, che punta a coinvolgere sempre più le scuole e i giovani, è nata dal forte desiderio di restituire dignità e orgoglio a Ladispoli – troppo spesso sminuita dagli stereotipi – rivendicandone con forza il legame storico con Caravaggio come suo ultimo approdo. Una battaglia di identità e riscatto supportata nel tempo dalle amministrazioni comunali: dalla passata giunta di Crescenzo Paliotta a quella del sindaco attuale, Alessandro Grando.
Con instancabile passione, Licia si adopera per avvicinare ogni generazione alla grandezza di Michelangelo Merisi detto Caravaggio: dai più piccoli delle scuole primarie agli artisti locali e nazionali, chiamati a reinterpretare le sue opere. Quest’anno la bellezza invade letteralmente la città: passeggiando lungo via Corso Italia, si possono vedere, esposte sulle vetrine di ogni negozio, sia a destra, sia a sinistra della strada, tutte le opere prodotte in questa edizione: l’arte esce dai musei e si affaccia direttamente dalle vetrine dei negozi. Una vera e propria “street art” a cielo aperto che regala meraviglia ai passanti, perché circondarsi di bellezza è il primo passo per generare benessere collettivo.
A dare voce e anima all’incontro, coordinato con calore da Gianni Palmieri, sono state le testimonianze dei relatori Felicia Caggianelli, promotrice dell’iniziativa, di Anna Maria Onelli, già dirigente della scuola media Salvo D’Acquisto di Cerveteri, da sempre in prima linea nel trasmettere ai ragazzi l’amore per l’arte. Alle loro voci si sono aggiunte quelle dei tanti professionisti presenti tra il pubblico
Palmieri ha presentato le due grandi copie museali del Caravaggio, poste ai lati del Tavolo:

(“La Natività” di Pasquale Maiello, in piedi a fianco del quadro. A sinistra il sociologo, prof. Pietro Zocconali e signora).

“Cristo negli Orti degli Ulivi” realizzato dalla stessa Caggianelli. (Nella foto partendo da sinistra compaiono: Felicia Caggianelli, Pietro Zocconali, Gianni Palmieri e Anna Maria Onelli a fianco del quadro).
Palmieri ha coinvolto il pubblico con veloci interviste iniziando da Massimo Gaudenzi, titolare con la moglie dell’open space Idrorent, un’azienda di depurificatori a tecnologia avanzata, che rendono l’acqua più pura, vitale e benefica. Gaudenzi, un imprenditore moderno, che non solo ha messo a disposizione lo spazio per l’incontro, ma lui stesso, con un passato da chef, ha stupito tutti per aver personalmente preparato e generosamente offerto non una comune apericena, ma una cena assai ricca e variegata, tra primi piatti e secondi, veramente degni di uno chef stellato. Sono stati invitati a parlare il noto artista Giuliano Gentile, che si è complimentato per l’iniziativa; l’archeologa, giornalista, Pamela Stracci, presidente dell’Associazione Quia APS e Direttore Responsabile della testa Quia Magazine.

Pamela ha invitato i presenti alla mostra internazionale, che si terrà nella Sala Rossellini del Comune di Ladispoli, nei giorni 26 e 27 settembre. È giunta ormai alla sesta edizione l’iniziativa “Mail Art”, promossa dalle Nazioni Unite, con cui gli artisti di tutto il mondo celebrano, il 27 settembre, la Giornata del Turismo. Un’occasione per far riscoprire il valore delle cartoline in un’epoca in cui molti giovani ignorano persino l’esistenza del francobollo; un’importante iniziativa a cui ha partecipato anche Felicia, da sempre in prima linea per la diffusione della cultura.

Felicia ha anticipato che verranno consegnate le targhe a tutti i partecipanti al progetto. Un appuntamento che è ormai una bella tradizione: lei stessa ha consegnato con gioia, al consigliere comunale Pasquale Monaco, il riconoscimento per la partecipazione alla scorsa edizione con la copia museale del dipinto “Cena in Emmaus”.
Pasquale Monaco e Marco Penge, entrambi consiglieri di maggioranza, hanno rivolto un benvenuto ai presenti e portato i saluti istituzionali del sindaco Alessandro Grando che, coinvolto in impegni dell’amministrazione cittadina, ha voluto comunque far sentire la sua vicinanza al progetto.
La stessa Felicia, dopo aver ringraziato tutti gli artisti partecipanti ha proseguito: citando Vincenzo Vento, Teresa Marrone e Pasquale Maiello, per la loro attiva presenza; ponendo un focus sulla vita turbolente e inquieta di Caravaggio e sulla sua tragica fine; chiamando in causa una poetessa del luogo, Franca Pia Stella, che trasforma in poesia le opere del Caravaggio. Pia Stella ha letto due suoi brani – Bacco e Narcisio – riscuotendo le simpatie del pubblico.
Nel mio intervento ho citato i motivi per cui la Scuola Media Salvo D’Acquisto di Cerveteri, con la mia dirigenza, raddoppiò gli iscritti in soli due anni. La chiave di volta fu integrare l’Arte nelle discipline canoniche per valorizzare la creatività nella risoluzione dei problemi e incoraggiare negli allievi lo sviluppo di un set di abilità più ampio. La carta vincente la giocarono i docenti che furono capaci di accendere la passione per sport, teatro, musica, canto, danza e pittura. I corridoi divennero gallerie di quadri che resero l’ambiente bello e accogliente mentre gli studenti diventavano sempre più protagonisti: con il “fare”, il movimento, le esperienze esterne, essi crebbero in creatività e autonomia. Oggi lo studio di Caravaggio mi sembra un passaggio fondamentale: non solo per la sua rivoluzione artistica, o per il suo ultimo approdo a Ladispoli, ma per far comprendere ai giovani, attraverso la sua vita inquieta, che la violenza produce solo complicazioni e mai benessere.
La presenza tra il pubblico di Massimo Albano presidente del Basket Ladispoli fa comprendere come anche lo sport sia una forma d’arte.
Il Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi, prof, Pietro Zocconali, ha portato l’attenzione sulla capacità dei giovani di essere sempre stati innovativi, in ogni tempo. Si sofferma sulle problematiche attuali in cui l’uso incontrollato dei social li rende meno interessati alla costruzione della conoscenza e piuttosto impegnati a contagiarsi l’un l’altro attraverso i social.
La serata, che ha visto tra il pubblico numerosi ospiti, è volata via con piacevole leggerezza e costante attenzione, grazie alla capacità del conduttore di creare interesse e di focalizzare le interviste. Con l’appetitosa cena offerta da Massimo Gaudenzi si è chiuso un incontro condotto in un clima così conviviale che nessuno sembrava aver fretta di andarsene.

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