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L’ira di Ardita per la chiusura al pubblico dello stadio di Cerveteri

Silenzio assordante durante la partita persa dal Cerveteri con la Vis Sezze, match in cui la squadra non ha potuto avere il supporto dei propri tifosi impossibilitati a gremire gli spalti  dello stadio Galli.Evento che non è stato digerito dall’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita,  che non ha lesinato critiche soprattutto all’amministrazione comunale.

“Io definisco uno scandalo l’accanimento dell’amministrazione comunale nei confronti della società sportiva del club calcistico di Cerveteri. Non è mai bello fare paragoni- dice Ardita -ma a Ladispoli abbiamo fatto di tutto e di più su uno stadio dove la precedente amministrazione aveva sperperato milioni di euro senza rendere l’impianto agibile e completo. Quando si vuole bene ad una città non si dovrebbe guardare che la società sportiva in precedenza aveva sostenuto qualcun altro in campagna elettorale. A Ladispoli , per il bene di tutti i ragazzi che giocano a calcio allo stadio Angelo Sale, abbiamo rifatto lavori di manutenzione per le infiltrazioni che erano uscite a due anni dalla consegna del nuovo impianto, abbiamo autorizzato e contribuito a far realizzare la seconda tribuna per gli ospiti, un secondo bar per, siamo intervenuti in bilancio per superare il problema degli obblighi antincendio. Addirittura, l’Accademy Ladispoli ci chiese se era possibile far installare i dossi nella strada di fronte stadio dove i ragazzi attraversano con il pericolo di trovarsi molte volte auto che entravano dall’Aurelia ad alta velocità. Ebbene quei lavori li abbiamo finanziati, i dossi installati perché bambini e famiglie non hanno colori politici. Uno stadio senza copertura non è uno stadio, cosi abbiamo lavorato sodo e siamo riusciti ad ottenere un finanziamento con un contributo del credito sportivo 146.000 euro la tettoia della tribuna di Ladispoli, copertura essenziale per i tifosi e le famiglie che venivano a vedere i loro campioncini sotto la pioggia in inverno e l’estate sotto il sole. La squadra del Cerveteri e lo stadio Galli sono di tutti. Non è un impianto di un privato, il comune se vuole risolvere il problema se ne deve fare carico, perché lo può fare e prima della fine dell’esercizio di bilancio di novembre può stanziare una somma per fare i lavori di manutenzione e di elettricità, per mettere l’impianto a norma. I tifosi e le tante famiglie che portano i bambini a giocare alla scuola calcio nel settore giovanile non hanno colori politici. Il buon senso per chi fa politica bisogna averlo perché l’interesse della collettività deve prevalere su asti e diatribe personali della politica cerveterana perché Cerveteri merita di più”.

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