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MA CHE RIAPRI, OH!!!???

di Ugo Russo 

 Dal primo aprile, a meno di (opportuni, scriviamo noi) ripensamenti dell’ultima ora, ci sarà un primo robusto rallentamento delle misure restrittive e un tana libera tutti ancor più accentuato. Sparirà, nel senso che non verrà più richiesto, il green pass in bar e ristoranti all’aperto e forse dalla fine dello stesso mese non sarà più necessario neppure negli stessi locali al chiuso (!!!). Solo che già da un paio di mesi il 90% di bar e ristoranti non lo chiedeva proprio. Il green pass: ci hanno fatto due zebedei che serviva, che senza non potevi fare nulla e quei porci di virologi (almeno gran parte di essi; sono spariti per via della guerra ma per cortesia non ce li fate vedere più) e la deficitaria sanità che dicevano che lo avremmo dovuto tenere molto a lungo, forse a vita ed ora praticamente sparisce!!! E come la mettiamo con le tre dosi di vaccino (ed ora si parla di una quarta…) che ci hanno obbligato a fare e che erano collegate al green pass? A sostituirlo basterà in alcuni casi il tampone, tanto per far arricchire ulteriormente le farmacie: tra tamponi e mascherine si parla di titolari delle stesse che si sono fatti panfili, yacht e ville megagalattiche… Dicono i vostri governanti, che si sono eletti da soli e a loro volta hanno eletto il vostro presidente del consiglio draghi: “Dopo due anni di pandemia l’italia e il mondo (ribadisco, chissenefrega del mondo che se ne fotte di noi!) sembrano vedere la luce in fondo al tunnel”!!! Dove, ora che siamo pure in mezzo alla terza guerra mondiale? Lo avete capito? Alla fine della pandemia, con contagi e morti che ricrescono in modo preoccupante? Ed ora non c’è il gelo assassino, c’è il sole, in certi momenti delle giornate fa anche caldo. Allora? Ma cosa volete riaprire! Lo fate per indurre gli italiani a uscire, a spendere, ad andare senza adeguate protezioni a destra e manca  e per fare questo magari ricorrere a prestiti e nel frattempo si riparla di usura… Li fate contenti e coglionati, hanno voglia di essere sciolti, i cretini, e così evitate pure di erogare finalmente i tanto attesi ristori tanto i negozianti rivedono gente e sono contenti… La vita umana conta più di tutto, a questo non avete mai pensato, posponendola ai vostri interessi. Queste le altre cose che partiranno (ripeto, salvo cambiamenti di rotta) dal primo aprile: le scuole ripartiranno totalmente in presenza, questo quando si dice che ora proprio nelle scuole dell’obbligo si manifestano più casi di contagio; addio al sistema a colori delle regioni con monitoraggio dei focolai. Ma non è male che sparisca tale sistema di valutazione visto che lo facevano a capocchia; dubbi sull’impiego delle mascherine ma state tranquilli che le lasceranno ancora anche dove non serviranno sempre per foraggiare farmacie e qualche politico corrotto, dopo avere, all’inizio, più volte detto che le passavano gratis; gli stadi potrebbero riaprirsi al 100% all’aperto e al 65% al chiuso; attesi a giorni proclami sul trasporto pubblico o a lunga percorrenza. Saranno sicuramente misure per far infettare sempre più la popolazione. Unica cosa buona è che non ci sarà più il cts, l’inutile comitato tecnico scientifico da cui sono partorite un’infinità di cazzate.

Dunque, pronti ad aprire anche quando non si può. Allora ci devono spiegare perché hanno prorogato di tre mesi, fino al 30 giugno, lo smart working. In maniera da renderci la vita sempre più difficile? Già era impossibile parlare con qualsiasi ente, ora, se li chiamate, risponde il disco che blatera pressappoco: “Vista la situazione di emergenza non possiamo passarvi gli interni perché gran parte dei dipendenti non sono in ufficio”. Che gioco è? Vi piace giocare alle nostre spalle…

VERGOGNA MONDIALE – E così l’italia del calcio ce l’ha fatta. A non andare per la seconda volta consecutiva al mondiale per nazioni. Un calcio viziato, schifoso, con società in debito di ossigeno dal punto di vista economico e delle continue inchieste ai loro danni, con giocatori supermodesti strapagati, che pensano solo, anche in caso di assoluta crisi, a chiedere qualche milioncino in più al momento di siglare il nuovo contratto. Fanno i dispiaciuti, poi, magari, dopo una sconfitta con le squadre di club vanno al night. Giovedi scorso siamo stati trafitti da una nazione che non ha alcuna storia calcistica, vanta neppure due milioni di abitanti e dove il giocatore che viene pagato di più all’anno prende trenta-quaranta volte meno dell’italiano più scarso. La serata di palermo (vi spieghiamo dopo perché abbiamo messo pure questa città in minuscolo) fa il paio con quella di Belfast del 1958, di Middlesborough del 1966 (eliminati dalla Corea del Nord ma almeno, ora possiamo dirlo che non è stata la serata più nera dell’italica pedata. lì eravamo entrati nella fase finale e c’erano solo 16 squadre ammesse) e di San Siro a fine 2017. In tutte la delusione è stata tanta ma figlia di fallimenti più o meno attesi o annunciati. Negli ultimi due casi (le ultime edizioni consecutive dove siamo stati esclusi) lo scoramento monta laddove si pensi che a partecipare sono state e saranno 32 formazioni. E a leggere certi nomi di nazionali già qualificate viene ancora di più la rabbia. Ma il fatto è che abbiamo troppo sopravvalutato questo nostro modestissimo calcio. Scrivevamo prima della brutta figura di palermo e non solo per la sconfitta. Al momento dell’inno nazionale macedone una salva di fischi lo ha accompagnato per tutta la sua durata. Vergogna si è aggiunta a vergogna. Alla fine ci ha punito Trajkovski che proprio al Barbera, in maglia rosanero, ha giocato quattro stagioni e forse ricorda ancora quelle zolle di terreno…  Andando indietro, neanche di tanto, nel tempo, bisogna ammettere ora che lo scorso anno, nella vittoria del campionato europeo, siamo stati favoriti dall’affrontare oppositrici, le più attese, sfibrate da una stagione logorante e da un paio di arbitraggi ad hoc. In condizioni normali non avremmo vinto neppure lì. Nell’intero pianeta si vedono sempre meno partite con mirabili gesti tecnici, conta correre. Il fatto è che le altre nazionali, normalmente, corrono tre volte più di noi. E allora diamo tanto spazio ai giovanissimi che hanno voglia di giocare, calmieriamo gli ingaggi di questi fenomeni/perecottari con valutazioni eque. E ai tifosi dico: “Non vi fate vedere così malati di calcio, non ne vale la pena. In fondo, quello che vi estorce tra abbonamenti tv e presenze allo stadio il nostro pianeta calcio non lo merita. Personalmente, riprendendo lo spot di una nota azienda che vuole far tornare l’udito, ve l’ho detto Anni prima che il nostro calcio (e lo vediamo anche dal grigiore nelle coppe europee delle squadre di club) era alla frutta. Anzi, puntualizziamo meglio: alla Macedonia…

ASSOCIAZIONI “SI PROFIT” (passatemi il neologismo) – Ci giunge più di una segnalazione di enti che si qualificherebbero come centri di raccolta per l’Ucraina e si comportano in maniera da non sembrare proprio tali. In buona sostanza, gente ha telefonato o si è recata in questi fantomatici enti assistenziali per consegnare coperte, lenzuola, vestiti e si è sentita rispondere a mò di rimprovero: “e che ci portate questa roba? Portate da mangiare e medicine!”. Anzi, essendo la cosa avvenuta a Roma la risposta è stata più colorita: “Che ce famo co’ sta roba? Portate da magnà e medicine!!!”. A parte che uno porta quello che ha disponibile e quello che vuole (e in momenti come questi è già tanto) ma risposte simili fanno quasi pensare a gente che se ne voglia approfittare, facendo una bella scorta di cibo a casa o rivendendo a prezzi bassi le medicine. Questo reca serio nocumento alla credibilità di chi, poi, le cose in Ucraina o, in passato, in altri stati martoriati dalla guerra o in città devastate dai terremoti le porta davvero. Ma questa è attualmente l’umanità, se è vero che esistono sciacalli che vanno a rubare in case appena bombardate… Però “panze piene de roba da magnà… de artri”? State attenti: alla prossima segnalazione scatta su queste righe la vostra identificazione, ergo chi siete con tanto di indirizzo e telefono. Per ora solo un epiteto: LADRI!

Qualche nota sulla guerra. Le cose sembrano peggiorare sempre di più. Nei suoi vari discorsi (come non capire che è arrivato allo stremo, specie dal punto di vista nervoso) Zelens’kyj chiede carri-armati, missili, aerei, armi di tutti i tipi e truppe: Sicuramente troppo; coinvolgere così gli altri stati vuol dire veramente far scoppiare la terza guerra mondiale. Che di fatto pare essere già scoppiata con quanto detto nelle riunioni nato e g7: “Investiremo il 2% del nostro pil per comprare armi, specie da dare all’Ucraina”. biden che ha sentito le sue tasche gonfiarsi dalla promessa di fornire lui gas liquido all’europa è andato oltre, promettendo che “se la russia userà armi chimiche dovrà pentirsene amaramente”. Ovviamente ha aderito pure l’italia che è stata inopportuna e unica, a livello ufficiale, a dire vogliamo l’Ucraina nell’unione europea: proprio l’eventualità che ha scatenato l’iniziale furia di putin. “Comprare armi? Vergogna” ha detto il Papa che però non si è ancora deciso ad andare nei posti bellici come gli stanno chiedendo in tanti; si pensa, infatti, che la tal cosa potrebbe aiutare a risolvere la situazione. Tornando ai discorsi, quello fatto in videoconferenza dal premier ucraino al nostro parlamento non è molto piaciuto. Si è mostrato piccato, come se dovesse rimproverarci qualcosa. Invece avrebbe dovuto iniziare ringraziandoci per aver accolto ormai centomila profughi (ma fonti attendibili parlano di molti di più) scappati dalla loro terra per l’avanzata russa e già quello gli poteva bastare. Della cosa ha fatto uno sfuggente accenno alla fine. Però, che forza: fa tutti i suoi discorsi a braccio! draghi, invece, si è fatto scrivere quattro fogli e il suo discorso è parso pieno di retorica e di frasi fatte. Infine, si occupano della guerra tanti cronisti e meno sono conosciuti e più sono bravi e coraggiosi. Ma per favore non ricorriamo a banalità clamorose. Una per tutte: il corrispondente rai (di tutto, di… meno) da bruxelles, in chiusura del suo intervento di giovedì sera ha detto: “biden ha parlato prima nel vertice nato e poi nell’incontro con ue e g7, domani mattina interverrà ancora qui nella capitale belga”. Beh, bravo, direte. Salvo dire venerdì mattina, dopo 9 ore: “biden sta incontrando ancora i vertici ue; è voluto rimanere a dormire a bruxelles per far sentire la sua presenza”. Beh, ve l’immaginate? Ha finito di parlare a mezzanotte, che faceva in poche ore prendeva l’aereo per gli stati uniti, atterrava e ne riprendeva un altro? Ancora stava in volo… Direbbe Greggio: “Ma per favore”!

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