Lago Litorale

Manziana rende omaggio al concittadino Gianni Rodari, letterato, giornalista, pedagogista

di Anna Maria Onelli

Nell’Aula Consiliare si è tenuta, il 9 giugno 2026, una conferenza stampa, per raccontare il legame tra il pedagogista Gianni Rodari (1920-1980) e la comunità manzianese. A fare gli onori di casa e a moderare l’incontro è stato il sindaco Alessio Telloni, che ha introdotto i vari relatori passando loro la parola. Si sono così susseguiti gli interventi di Mario Angeli, già bibliotecario di Manziana, di Vincenzo Lucherini, di Vivenzio Annibali, di Fulvio Grimaldi, giornalista e scrittore. Ne è emerso un confronto che ci ha offerto una visione a tutto tondo della profonda cultura di Rodari, come letterato e soprattutto come uomo. In veste di insegnante elementare, Rodari sapeva davvero “in-segnare”, perché lasciava un segno profondo nell’animo degli allievi; come giornalista e poeta, sapeva parlare e scrivere diffondendo la cultura della pace. Come pedagogista ha apportato un contributo rilevante alla pedagogia del Novecento, rivoluzionando la letteratura per l’infanzia. Le sue opere – tra cui Favole al telefono, Il libro degli errori e Grammatica della fantasia – sono ancora oggi pietre miliari della didattica, poiché valorizzano la fantasia, da lui ritenuta un diritto fondamentale di ogni bambino. Rodari ci ha mostrato che l’errore è uno strumento educativo, pertanto non va punito, perché i bambini devono potersi esprimere liberamente, senza timore di sbagliare. Nelle sue opere, per far scoprire ai bambini il piacere della lingua italiana ed educarli alla ricchezza espressiva della parola, Rodari utilizzava il gioco linguistico e l’ironia, creava rime, parole inventate e accostamenti insoliti, così sorprendeva divertendo bambini e adulti. In linea con il suo credo politico, visse il dramma della seconda guerra mondiale, si avvicinò alla Resistenza finché nel dopoguerra lasciò l’insegnamento e iniziò la sua carriera di giornalista. Scrisse per L’Unità, per il Paese Sera; s’impegnò nel PCI, trattando temi educativi e sociali; fondò un settimanale per ragazzi Il Pioniere; diresse per un decennio Il Giornale dei Genitori mostrando come si può comunicare di più e meglio con i propri figli. Nel 1970 ricevette il Premio Andersen e le sue opere furono tradotte in moltissime lingue. Il giornalista Grimaldi, raccontando interessanti aneddoti sulla vita e sulle opere di Rodari, oltre che sui loro rapporti professionali e di amicizia, lo ha definito un uomo che “lotta contro la guerra, uomo della pace, della speranza e dei bambini, che sono puliti, puri e pieni di fantasia”. Nonostante, negli anni ’50, molte sue opere furono bruciate, i racconti di Rodari continuano a veicolare messaggi di uguaglianza, giustizia, libertà, solidarietà, inclusione, valori più che mai attuali, tipici di una scuola democratica e inclusiva. Era ammirevole il modo in cui avvicinava i bambini alla comprensione di temi complessi, senza imbrigliare le loro menti ma utilizzando metodi adatti a favorire spirito critico e pensiero divergente. Per queste ragioni la sua pedagogia è più che mai attuale nell’educazione contemporanea. Un tale patrimonio culturale, pedagogico e profondamente umano, va preservato dall’oblio e dalle “contaminazioni” non può andare disperso.  La conferenza stampa ha consentito di condividere un momento di memoria collettiva, di dibattito e di riflessione sul valore della fantasia, dell’educazione e della cultura. Soprattutto è stato l’evento propedeutico alla scoperta del monumento, “luogo” in cui, a Manziana, saranno poste le opere del letterato accuratamente raccolte e selezionate dal concittadino Paolo Massa affinché la presenza di Gianni Rodari continui a vivere nel tessuto culturale contemporaneo.  La cerimonia di consegna delle opere, a cui parteciperà la figlia Paola Rodari, si terrà a Manziana, in piazza T. Tittoni, domenica 12 luglio 2026, alle ore 11,00.

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