Da quando il mondo è mondo, quindi da sempre, e la storia antica ce lo insegna, la natura umana e le sue dinamiche sociali hanno fatto sì che il “discorso economico”, in tutte le sue sfaccettature, domini, piaccia o no, purtroppo in maniera incontrovertibile, il nostro globo. E questo, indipendentemente se ci sono conflitti in corso come ora, in quanto anche con le guerre e ciò che viene dopo, c’è sempre chi ne trae un innegabile e forte profitto. È noto che le prime due economie del mondo sono attualmente quella statunitense seguita da quella cinese. Questa estate Janet Louise Yellen, Segretario del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti d’America (USDT) (United States Department of the Treasury) che è un Dipartimento Federale del Governo degli Stati Uniti d’America responsabile delle politiche finanziarie su tutto il suolo statunitense una sorta, facendo i dovuti rapportamenti, di Ministero del Tesoro italiano, ha preso l’aereo, sempre a sua disposizione per le Cose di Stato, ed è venuta in Italia per farsi consigliare dal Nostro Professor Mario Draghi che, come è noto, ed è riconosciuto in tutti i Paesi della Terra, è, di gran lunga, il leader mondiale assoluto in materia economica. Questo immenso e discretissimo leader dal curriculum stratosferico è, come è noto un italiano, per la precisione un romano di Roma che la tedesca Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, recentemente riconfermata dalle Elezioni Europee, ha voluto, fortissimamente, come espertissimo suo Consigliere economico. Il nostro Mario Draghi ha fatto una relazione di 400 pagine, attualmente top secret anche se qualche dettaglio è trapelato, nella quale è scritto che la Comunità Europea, se non vuole rimanere “suddita schiacciata” dai suddetti due giganti mondiali deve investire almeno 500 miliardi di euro. C’è una frase, che quest’Uomo, il quale non ama e non ha mai amato affatto le iperbole, ha detto presentando le sue conclusioni e soprattutto le sue cogenti indicazioni prima agli ambasciatori dei 27 Paesi che fanno parte della Comunità Europea e poi ai presidenti dei gruppi politici dell’Europarlamento: “Servono riforme senza precedenti” dettagliando in cinque capitoli quale dovrebbe essere la prossima politica economica europea: La produttività, la riduzione delle dipendenze, il clima, l’inclusione sociale e le ricette pere i singoli settori sulla base dei dieci principali dossier economici che riguardano l’Unione Europea. Fra l’altro secondo alcune fonti presenti il Professore Draghi Ha sottolineato come la competitività europea sia soggetta ad una serie si freni strutturali da cui occorre liberarla: Capacità di innovazione in ritardo, prezzi dell’energia più elevati rispetto ai concorrenti,carenze di competenze. Ursula von der Leyen ha già fatto proprie molte delle idee di Mario Draghi nelle sue linee politiche presentate nel luglio scorso in occasione del suo secondo mandato. Ovviamente non sono mancati i riconoscimenti internazionali a quanto dichiarato da Draghi l’attuale presidenza della Comunità Europea che è quella ungherese ha dato alla competitività del Professore la “priorità assoluta” e la riconfermata presidente europea la maltese Roberta Metsola ha fatto i suoi complimenti a Mario Draghi per “l’importante conversazione sulla competitività dell’Europa e sulla strada da seguire”. Che il suddetto Mario Draghi sia, a parte la sua gigantesca preparazione economica, un vero educatissimo Signore in tutti i sensi, chi scrive ne ebbe una piccola (ma immensa dal mio punto di vista considerando la grandissima statura intellettuale del Personaggio) riprova quando da Presidente del Consiglio rispose a dei semplici auguri a Lui ed alla sua Famiglia che Gli inviai per le festività natalizie dell’epoca.
Arnaldo Gioacchini

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