di Giovanni Zucconi
Credo che sia arrivato il momento di cominciare a guardare la luna, e non il dito che la indica. Di cominciare a smetterla di ragionare con i luoghi comuni: il Comune non fa nulla, la Soprintendenza non fa nulla, nessuno fa niente per Cerveteri. Perché questa è la strada più sicura per continuare ad avere gli stessi problemi che affliggono la nostra città. E in particolare il suo patrimonio archeologico. Questo è il momento. Perché siamo all’inizio di una nuova fase, quella del Parco Archeologico, che potrebbe condurci a una svolta epocale, ma che potrebbe anche affondare sotto il peso di vecchie e consolidate zavorre.

Io sono tra i pochi che da alcuni anni scrivo che la situazione a Cerveteri, almeno nelle estese e prestigiose aree esterne della Necropoli della Banditaccia, è sensibilmente migliorata. Solo chi ha altri interessi o altre mire, può negarlo. Ma come in tutte le cose, il giudizio dipende sempre dalla parte in cui si vuole guardare. I più benevoli tra i critici,affermano che è solo tutto merito dei volontari che, con il loro lavoro, hanno reso fruibili e hanno valorizzato ampie aree del pianoro della Banditaccia. In effetti, la scorsa domenica mattina, chiunque avesse deciso di fare una passeggiata “sulla Necropoli”, avrebbe incontrato centinaia di persone. I due parcheggi erano stracolmi di automobili (vedi foto a sinistra). I percorsi in prossimità del recinto sembravano le classiche vie dello struscio. Un’apoteosi di gente come da molto tempo, complice il Covid, non si vedeva.
Tutto merito dei Volontari? Rispondo, con il vostro permesso, con il cappello di Volontario. Le Associazioni come il GAR, il NAAC, il GATC, la NGE, hanno fatto, in questi anni, tutte un lavoro eccezionale. La maggior parte dei luoghi affollati domenica scorsa sono stati tutti oggetto di unloro grandelavoro di recupero e di valorizzazione. Ma quando si pensa che è solo tutto merito dei Volontari, ci si dimentica che siamo in un’area archeologica. E in un’area archeologica non è che entri con il decespugliatore o con la zappa, e ti metti a ripulire di tua iniziativa. Minimo rischi che ti affianca una pattuglia dei Carabinieri e che ti chieda delle spiegazioni. In un’area archeologica puoi lavorare solo sei coordinato con la Soprintendenza. Che approva e monitora il tuo progetto di valorizzazione. Per lavorare ci vogliono permessi e convenzioni. E senza l’appoggio del Comune, e dei suoi contributi economi, non vai molto lontano.

Spero quindi che, una volta per tutte, si sfati il mito del povero Volontario che salva il mondo all’oscuro delle Istituzioni o, peggio, avendole addirittura contro. Tutto questo per dire che va tutto bene? Naturalmente no. Tutto questo per dire che, nonostante in questi anni si sia utilmente investito,all’esterno del recinto della Necropoli,in una strategia di collaborazione tra Soprintendenza, Comune e Volontari, che sta dando ottimi frutti, la situazione è notevolmente peggiorata per quanto riguarda il Museo e la Necropoli della Banditaccia.
Mi dispiace sempre essere tranchant, ma devo dire che l’ultima gestione delle due istituzioni di Cerveteri, insediata a fine 2017 se non ricordo male, è stata pessima. È stato avviato un declino, in termini di visitatori e di appeal, che contrasta con la rinascita delle aree esterne. Ricordiamoci di quando, in questi anni difficili di Covid, la Necropoli di Tarquinia rimaneva aperta in giorni in cui la Necropoli di Cerveteri rimaneva invece chiusa. Non dimentichiamo l’assoluta mancanza di eventi in questi ultimi anni al museo e alla Banditaccia.
Risultato? Più che le sensazioni parlano i numeri. Che non voglio condividere in modo assoluto, perché naturalmente il Covid ha lasciato il suo segno. Ma voglio compararli con quelli del museo e della necropoli di Tarquinia.
Nel 2017, anno che prendiamo come riferimento nonostante non espresse di certo numeri soddisfacenti, complessivamente, il museo di Tarquinia e la sua necropoli, ospitarono il 66% di visitatori in più rispetto ai corrispondenti di Cerveteri. Nel 2019, fatto clamoroso, il museo di Tarquinia fece addirittura più visitatori della Necropoli della Banditaccia. E, complessivamente, i visitatori a Tarquinia furono l’86% in più rispetto a Cerveteri. Nel 2020, anno delle prime chiusure per Covid, il museo di Tarquinia ha sempre fatto più visitatori della nostra necropoli. E, complessivamente, il numero di visitatori totali rispetto a Cerveteri, è schizzato a un 142% in più. Non sono ancora disponibili i dati relativi al 2021.
È evidente che c’è qualcosa che non va. In un contesto di un aumento di presenze all’esterno della Necropoli, non è pienamente giustificabile una forte diminuzione dei biglietti staccati. Soprattutto se li confrontiamo con la realtà della vicina Tarquinia.
Sicuramente il nuovo Direttore avrà molto da lavorare. E dovrà partire da queste considerazioni e confronti, anche se banali, con la realtà gemella di Tarquinia. Ci vorranno idee nuove e probabilmente una politica del personale diversa. E, parlo ancora da Volontario, dovrà evitare di disperdere il grande patrimonio di rapporti con le associazioni locali, che la Soprintendenza ha saputo costruire in questi anni.

Ancora una voltaci ci dimentichiamo che senza i percorsi aperti dall’associazione di volontariato Ogniquota ( Federtrek ) tante bellezze sarebbero venute meno .Sentiero Carlo Doddi- Sentiero degli inferi alto – sentiero delle mura ( che mette in comunicazione i siti archeologici con quello paesaggistico naturalistico che porta alle cascate )
Hai ragione Stefano. Me ne scuso.
Non solo i sentieri sono una parte significativa del lavoro fatto dai volontari, ma probabilmente sono quelli che stanno contribuendo in modo determinante al successo in termini di visitatori nelle aree esterne alla necropoli