Riceviamo e pubblichiamo. Si verifica sovente che sulla spiaggia del litorale compreso tra Torre Flavia e l’ultimo stabilimento di Campo di Mare, zona protetta e tutelata da svariati divieti, tra cui quello di pesca dalla spiaggia, gruppi di pescatori stazionino imperterriti e impuniti oltre l’orario previsto (ore 8). Capita altrettanto spesso di trovare sulla battigia ami, lenze, esche e rifiuti vari lasciati dai pescatori. Recentemente è stato anche trovato un uccello morto per aver appunto ingoiato un amo. Telefonando alla polizia urbana, sia di Ladispoli che di Cerveteri mi sento rispondere da un palleggiamento di responsabilità che culminano nell’assurdo suggerimento a chiamare la guardia costiera, ben sapendo che rispondono soltanto al numero di emergenza per soccorso in mare. Mi si risponde anche che non si possono mandare agenti a pattugliare la spiaggia, più che giusto ma esistono i droni che ormai si trovano anche a costi accessibili. Se ci fosse reale volontà da parte delle amministrazioni a fare rispettare i divieti (come si fanno invece rispettare i divieti di sosta) sarebbe sufficiente lanciare un drone alle 8 del mattino. In quel modo si potrebbe fare un intervento mirato. Viene pertanto il sospetto che purtroppo le leggi esistano soltanto per i pochi che le rispettano.
Anna Clara Feo
Gentile lettrice, il problema che lei segnala è tristemente noto. Purtroppo il senso civico e l’educazione sembrano ormai essere soltanto parole senza senso per troppa gente. Sono anni che la stampa segnala l’abbandono indiscriminato di aghi e reti da pesca sulla sabbia, ma del resto in un mondo dove c’è gente che continua a gettare plastica in mare è difficile continuare a stupirsi. Purtroppo le forze dell’ordine non possono pattugliare tutto il territorio, non hanno gli organici e spesso i mezzi. Ad iniziare dai droni che sul litorale sono merce rara.

Lascia un commento