Arriva un momento nella vita politica in cui si scopre la lungimiranza di coloro che si ritengono i depositari della fiducia dei cittadini. Arriva un momento in cui debbono accettare il cambiamento e la fine dei partiti come erano un volta. Arriva il momento di comprendere che la gente è stufa della politica tradizionale e, almeno a livello locale, pretende di scegliere i propri rappresentanti senza più imposizioni dall’alto. Quello che da alcune settimane sta accadendo a Cerveteri e Ladispoli è la conferma lampante che soffia un vento nuovo, civico, di rinnovamento al di là delle ideologie politiche. Raffiche di vento che a Santa Marinella pochi giorni fa hanno travolto Centro destra e Centro sinistra con l’elezioni a sindaco del giovane medico Alessio Manuelli che al ballottaggio ha spazzato via Fratelli d’Italia e Lega con oltre il 60% dei consensi. A meno di un anno dalle elezioni amministrative, a Cerveteri e Ladispoli c’è chi ha fatto saltare il banco, ha compreso il momento storico, intercettando le aspettative della gente che vuole sentire il proprio Comune vicino, poter dialogare costantemente con gli amministratori, non vedere più il Palazzo come una inaccessibile cattedrale nel deserto. Sono segnali forti che, leggendo i consensi che stanno ottenendo nei commenti della gente e sui social, confermano che le liste civiche possono veramente sbancare nelle urne. Come accaduto a Santa Marinella.

LADISPOLI
A Ladispoli il passo è stato compiuto già a maggio quando la vasta alleanza civica di otto liste si è palesata alla popolazione, annunciando un progetto amministrativo che, ricalcando le orme dei due mandati del sindaco Grando, possa offrire continuità ed innovazione ad una città in costante crescita. Nessuno può negare che da dieci anni Ladispoli sia cambiata, sia tornata ai fasti turistici di un tempo, non è più la località presa in giro da film e programmi televisivi, ormai è una metà ambita come confermano sia le tante nuove residenze, sia la massiccia presenza di villeggianti in estate. E’ ovvio che ci siano conseguenti problemi di crescita, servono interventi strutturali per i parcheggi e per allentare la morsa del traffico, sarà questa la scommessa più grande che la futura amministrazione dovrà vincere. Ma la strada intrapresa è quella giusta e soprattutto irreversibile.

CERVETERI
A Cerveteri è accaduto qualcosa di simile che ha scompaginato i piani dei partiti politici che da mesi si baloccano in incontri, riunioni, litigi, personalismi e tante parole. Una caratteristica propria del Centro destra etrusco che ha perso quattro elezioni comunali consecutive, regalando alla Sinistra di Pascucci e Gubetti il governo della città negli ultimi venti anni con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Qualcuno si arrabbierà, ma quattro lustri di sconfitte e scelte risibili hanno certificato l’incapacità del Centro destra di Cerveteri a formulare una proposta amministrativa apprezzata dagli elettori. Davanti a questo stantio immobilismo, una vecchia volpe come Lamberto Ramazzotti ha fiutato la situazione, così come accadde nel 1993 quando con alcune liste civiche vinse le elezioni comunali diventando sindaco e mandando a casa tutti i partiti. Ramazzotti, interpretando il sentimento popolare, ha lanciato la candidatura a sindaco del consigliere comunale Gianluca Paolacci, personaggio lontano dalla politica e vicino alla gente, capace di coagulare un vasto movimento civico e trasversale con l’obiettivo di pensionare dopo venti anni la Sinistra di Pascucci e Gubetti dal governo di Cerveteri. Il riscontro immediato è stato lampante, l’ipotesi di Paolacci sindaco ha scatenato la gente, commenti positivi praticamente unanimi, il popolo moderato e stanco della Sinistra etrusca è pronto a spingere l’esponente civico al Granarone. Una candidatura che potrebbe ricevere anche una spinta decisiva dalla vicina Ladispoli visto che la lista “Grando per Cerveteri” è scesa in campo annunciando che si presenterà alle amministrative di Cerveteri nei prossimi mesi. Si prospetta una vasta alleanza civica, al di là di chi potrebbe essere il candidato, che avrebbe i favori del pronostico in un territorio cerite stanco di disservizi, risposte che non arrivano, mancanza di strutture e perfino di acqua potabile come accade da mesi nella frazione de I Terzi, Il vento civico che soffia su Cerveteri potrebbe diventare una tsunami in grado di dare quella svolta che la popolazione attende dalla fine dello scorso secolo.
I PARTITI POLITICI CHE FANNO?
In questo scenario di forti cambiamenti, finora stona l’atteggiamento dei partiti politici a Cerveteri e Ladispoli. Con una differenza. La Sinistra per ora non parla, tentando probabilmente di rimettere insieme i cocci di quel campo largo che spesso si divide, come accaduto nel 2022 a Ladispoli quando furono addirittura tre i candidati a sindaco progressisti con il risultato di una solenne sconfitta al primo turno. A Cerveteri la Sinistra dovrà sciogliere il nodo della riconferma o meno della candidatura del sindaco Elena Gubetti che ha già perso qualche alleato per strada come l’ex vice sindaco Federica Battafarano che sarà proposta dalla Sinistra ortodossa e civica. Senza dimenticare l’ombra lunga ed ingombrante di Alessio Pascucci che certo non resterà a guardare. Ma i fari sono accesi sul Centro destra di entrambe le città. A Ladispoli la situazione è bizzarra, da anni Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega governano con l’attuale maggioranza ma da un pò di tempo hanno iniziato a prospettare alleanze future dimenticandosi di andare a parlare con le liste civiche che alle ultime elezioni hanno ottenuto il 40% dei voti. Un atteggiamento surreale che la gente sta osservando con perplessità, stentando a comprendere come si possa rimanere in una maggioranza, con tanto di assessori pagati, ed allo stesso tempo criticare da fuori e sui social la stessa alleanza di cui si fa parte da anni. Avendo oltretutto sempre votato, delibere urbanistiche comprese, tutti gli atti arrivati in Consiglio comunale. A Ladispoli, ma vale anche per Cerveteri, o i partiti tradizionali accettano che il vento è cambiato e la gente ha le tasche piene della politica dei soliti noti, oppure potrebbe accadere il tornado che a Santa Marinella ha mandato a casa di fatto simboli storici. A settembre, quando Centro destra politico e liste civiche si incontreranno sarà il momento decisivo, se tutti faranno un passo indietro ed useranno il buon senso si potrebbe plasmare una vasta alleanza in grado di vincere le elezioni senza problemi. In caso di divisione qualcuno elettoralmente si potrebbe fare male, Santa Marinella docet. Decisiva sarà la scelta del candidato a sindaco che dovrà essere necessariamente non un politico, non un uomo o donna della stanza dei bottoni, bensì una persona vicina alla gente ed in grado di ispirare fiducia. Speriamo prevalga il buon senso e nessuno si senta in diritto di rivendicare una esclusività politica che la storia recente ha confermato essere invisa alla gente.
A Cerveteri la situazione è ancora più surreale. Una seria alleanza tra le liste civiche che sosterranno Gianluca Paolacci e la lista di Alessandro Grando appare la più bella novità che si potrebbe registrare, uno schieramento moderato e lontano dall’estrema Sinistra di Pascucci e Gubetti che potrebbe raccogliere consensi anche trasversali. La logica suggerirebbe che Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega non dovrebbero avere problemi a salire su questo carro ricordando l’origine prettamente di Centro destra delle liste civiche. Una coalizione forte che dopo venti anni potrebbe detronizzare la Sinistra che tanti danni amministrativi sta facendo a Cerveteri e nelle frazioni. Eppure, trapelano incertezze, astio, malumore da parte dei partiti politici che si sentirebbero declassati dal loro ruolo di cartaio. Fingendo di non vedere che un certo tipo di politica, condizionata dalle scelte romane, è ormai al capolinea. Oltretutto, Gianluca Paolacci ha una provenienza ben definita, è uomo di area, sarebbe fantascientifico se il Centro destra prendesse altre strade. Per dirla tutta, l’elettorato di Cerveteri vuole come sindaco una persona che “si sporca le mani per la gente”. Non un “pariolino” calato dall’alto. Lo capiranno?
Gianni Palmieri

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