Sono tanti , ma non lontani. Il 26 maggio del 1991, 35 anni fa, Cerveteri visse il momento più bello della sua storia sociale e calcistica, la promozione in C2.

Ricade l’anniversario memorabile della gioia per la vittoria sul Giorgione, squadra veneta, per la finale spareggio decisa ai rigori da Claudio Scopece. Ad indossare quella maglia era Fabio Ranieri (nella foto), scelto come prossimo allenatore dei verdeazzurri. Centrocampista dai piedi buoni, rapido e tenace, una spina nel fianco per la squadra guidata da Vincenzo Ceripa. A parlare, infatti, è proprio l’ex centrocampista, romano di Primavalle, che a Cerveteri ci è rimasto, sposandosi , dichiarandosi cerveterano a tutti gli effetti. “Quella domenica per me è stata speciale, me la ricordo come se fosse ieri. Ho vissuto il momento più bello da calciatore, con uno stadio pieno, un tripudio di bandiere e di persone pazze per quella squadra – ribatte Fabio Ranieri – ero legato alla tifoseria, essendo giovane mi sentivo uno di loro. Capii da subito, appena entrati in campo che sarebbe stata una battaglia. Finita la gara ci fu un invasione, persi tutto, rimasi in mutande, per Cerveteri è stato la giornata più bella della sua storia. Sono stato un altro anno e mezzo con la maglia verdeazzurra, andai a Perugia in serie C, poi l’anno successivo a Castel di Sangro in C2, dove conquistammo la promozione in C1. Il presidente dell’epoca era Gabriele Gravina, fino a qualche presidente della FIGC. A Cerveteri ho creato famiglia, ho sempre pensato che fosse l’habitat per vivere bene, sebbene abbia molta nostalgia del mio quartiere romano”.

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