Dopo la decisione del Crc Civitavecchia Rugby di rinunciare alla partecipazione al prossimo campionato di serie A e di dedicarsi interamente al settore giovanile, si registra l’intervento di un ex dirigente e tra i fondatori della nuova società nel 2005, dopo la fusione Us Rugby e Centumcellae, ovvero Felice Raponi, che ha scritto una lettera, rivolgendosi direttamente al presidente Andrea D’Angelo. Ovviamente siamo a piena disposizione di D’Angelo e della dirigenza del Crc, nel caso vogliano replicare a quanto esposto da Raponi, o comunque fare delle precisazioni.

Ecco la lettera completa scritta da Raponi (nella foto a sinistra).
“Ricordo perfettamente il giorno in cui ti sei presentato – scrive Raponi – eravamo tutti intorno ai tavoli sotto la tettoia della club house, dirigenti e qualche altro amico del rugby. Quando tu, Andrea, hai preso la parola, hai fatto tanti bei discorsi. Si parlava di attaccamento alla maglia, di mini rugby, di settore giovanile e di portare avanti la prima squadra. Tutte belle parole, ma i fatti sono andati diversamente.
Ti sei fatto consigliare da Domenico Nastasi, che all’epoca era presidente. Man mano che passavano i mesi avete fatto di tutto per allontanare, uno alla volta, i componenti della vecchia dirigenza del CRC, sostituendoli con persone a voi vicine.
Carissimo presidente Andrea, ti voglio solo ricordare che quando sei arrivato la vecchia dirigenza del CRC, dopo tanti anni di impegno e duro lavoro, era riuscita ad avere tutte le categorie: Under 6, Under 8, Under 10, Under 12, Under 14, Under 16, Under 18 e una prima squadra in Serie B composta prevalentemente dai nostri giocatori, con soltanto pochi innesti provenienti da Roma.
In questi anni i vari tentativi di salire di categoria ti hanno portato fino alla finale contro il Rugby Prato, partita persa in casa con una squadra nella quale era presente un solo giocatore civitavecchiese, mentre tutti gli altri provenivano da Roma e dintorni, oltre a giocatori argentini e uruguaiani, con un allenatore esterno, ex Fiamme Oro. Ecco com’è andata: puoi comprare tutto quello che vuoi, ma la combattività, il coraggio e il giocare per la propria maglia li ha messi il Rugby Prato.
Sono qui a ricordarti che oggi il Rugby Civitavecchia ha pochissimi bambini, una Under 18 con appena quattro giocatori, una Under 16 con sei ragazzi che militano in squadre romane e che state cercando di allestire una squadra di Serie C.
Concludo dicendo, caro presidente, che, probabilmente, avresti fatto meglio a lasciare il rugby insieme alla tua dirigenza dopo questa brutta pagina, perché, a mio avviso, avete distrutto 70 anni di storia di questo sport.
Auguro a tutti i ragazzi che proveranno a indossare la maglia del Rugby Civitavecchia in Serie C di continuare a divertirsi come ai vecchi tempi”.

Lascia un commento