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Sventato dagli agenti dell’Unppee furto di legna nel bosco di Palo Laziale

Messi in fuga dagli agenti dell’Unione nazionale polizia penitenziaria di Ladispoli mentre stavano abbattendo alberelli e spaccando rami da trasformare probabilmente in legna per caminetti.

Recenti atti di vandalismo nel bosco di Palo Laziale

Si sono vissute scene da film al bosco di Palo Laziale dove in questi giorni sono in corso gli interventi di pulizia ed allestimento del presepe vivente che andrà in scena la prossima settimana. Nel tardo pomeriggio, quando i cancelli dell’oasi erano chiusi, alcune persone si sono introdotte lungo i sentieri con dei grandi sacchi, intenzionate a razziare legna in ogni modo. Hanno sradicato dal terreno alcuni alberelli recentemente piantati, hanno rotto i rami più bassi dei pini, incuranti di danneggiare uno dei boschi naturalisticamente più preziosi del litorale. Il loro blitz è stato però notato da alcuni volontari dell’UNPPEE che stavano controllando i sentieri per verificare le criticità da risolvere per la rappresentazione della natività in programma il giorno di Santo Stefano. Le guardie hanno rincorso i vandali che hanno abbandonato il bottino e sono fuggiti verso la rete di recinzione, riuscendo a dileguarsi a bordo di un’automobile che, successivi riscontri, avrebbero accertato essere di proprietà di una persona residente nella capitale. Sono in corso indagini per risalire all’identità degli autori della scorribanda. Desolante lo scenario lasciato dal raid, una decina di alberelli sono stati irrimediabilmente distrutti, numerosi rami sono stati danneggiati, nemmeno alcune panchine in legno si sono salvate dal passaggio dei barbari. Non è la prima volta che il bosco di Palo Laziale è vittima di incursioni teppistiche e di razzie da parte di persone che si introducono dopo il tramonto a caccia di legna per i caminetti ed i barbecue. Nei giorni scorsi una banda di ragazzini era stata sorpresa dai volontari ad imperversare lungo i sentieri con l’intenzione di abbandonarsi ad atti scellerati. Avevano già iniziato a rovesciare i bidoni della spazzatura prima di essere intercettati dalle guardie. Il frequente ritrovamento di bottiglie di vino e di birra tra la vegetazione confermerebbe che di sera il bosco sarebbe popolato di sbandati, ubriaconi e clochard che si nasconderebbero nelle zone più impervie dove più volte la polizia locale ha smantellato vere e proprie baraccopoli. Agglomerati degradati dove sarebbero accesi improvvisati falò per scaldarsi con il serio rischio di innescare un incendio che avrebbe conseguenze catastrofiche per i 120 ettari del bosco, considerato uno degli ultimi lembi della foresta di pianura che ricopriva le coste del Lazio e che ospita numerose e rare specie animali e vegetali. I controlli sono stati intensificati in vista della messa in scena del presepe vivente nei giorni 26 e 27 dicembre a cui parteciperanno un centinaio di figuranti.

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