Il giorno è arrivato. Ladispoli e Cerveteri sono pronti a giocarsi la salvezza in uno spareggio che mai avremmo voluto vedere. Alle ore 11, allo stadio Angelo Sale, si gioca il play out che sancirà la retrocessione in Promozione di una delle due squadre. Ricordiamo che al Ladispoli è sufficiente un pareggio, avendo ottenuto una migliore posizione in classifica. Il Cerveteri resta in Eccellenza solo vincendo in casa dei “cugini”.

Quanto è lontano quel 10 giugno 2018 quando il Ladispoli festeggiava la promozione in Serie D in uno stadio gremito
Nonostante le previsioni del tempo non siamo rosee, cresce in modo spasmodico l’attesa per lo spareggio che dovrebbe vedere spalti gremiti, con almeno 150 tifosi provenienti da Cerveteri. Sostenitori che hanno già annunciato di voler colorare di verdeazzurro le tribune dello stadio Angelo Sale. Più tiepido l’atteggiamenti dei fans del Ladispoli che però dovrebbero essere presenti in buon numero nonostante un distacco ormai atavico tra la società e la città. Sarà presente un notevole schieramento delle forze dell’ordine. Ribadiamo che le due compagini arriveranno in modo differente a questo sportivamente drammatico derby che per la prima volta in quasi 70 anni vedrà Ladispoli e Cerveteri contendersi la salvezza. Riavvolgendo il nastro, ricorderete che la scorsa estate c’era molto ottimismo nell’ambiente del Ladispoli, si sperava in una stagione da alta classifica, un pensierino ai play off era palese. Nemmeno le perplessità di parte della stampa, quella ovviamente non prona e acquiescente, in merito alla giovane età della compagine ed al fatto che anche l’allenatore non fosse molto esperto del campionato di Eccellenza, riuscirono a smuovere determinate convinzioni.

L’allenatore Massimo Castagnari non è riuscito a centrare la salvezza diretta
Poi il sogno terminò ed il Ladispoli si dovette confrontare con la realtà dei fatti. In tutto l’arco della stagione i rossoblu non sono mai arrivati oltre la decima posizione nei primissimi turni, poi sempre in zona retrocessione, galleggiando tra il 13° ed il 16° posto. Il 21 novembre, dopo undici giornate di torneo, il tecnico Michele Micheli rassegnò le dimissioni, al suo posto fu chiamato il mister Massimo Castagnari che solo pochi mesi prima aveva vinto la Coppa Italia di Eccellenza con il Civitavecchia. In quel momento i rossoblu erano al terz’ultimo posto in graduatoria. Da quel momento il Ladispoli ha tentato la rincorsa verso la salvezza, a dicembre sono stati tesserati giocatori importanti come Alessio Teti, Lorenzo Di Curzio, Gianluigi Salvato, sembrava che il nuovo anno potesse permettere al club di allontanarsi rapidamente dai gorghi della bassa classifica. Nonostante i 33 punti conquistati in 23 gare sotto la gestione del tecnico Castagnari, il Ladispoli non è riuscito ad evitare lo spareggio. Analizzando alcuni dati, si scoprono statistiche che potrebbero aver inciso nella mancata salvezza diretta.

Ha pesato come un macigno il rigore fallito dal Ladispoli al 95° con il Nettuno lo scorso gennaio
Su tutti il fatto che il Ladispoli ha perso punti preziosi con le concorrenti per i play out. I 4 punti lasciati al retrocesso Fiano Romano, i 4 punti persi col il Nettuno, la mancata vittoria sul terreno della derelitta Indomita Pomezia, i due derby pareggiati con il Cerveteri, hanno pesato in modo determinante nella classifica finale. Ai rossoblu sarebbe stato sufficiente ottenere un punto in più per evitare la trappola dello spareggio. Poche 9 vittorie su 34 partite per pensare di poter non essere coinvolti nella bassa classifica e soprattutto lo stadio Angelo Sale si è rivelato un fortino poco efficace, appena 4 i successi su 17 partite. Meglio sicuramente in trasferta dove, nel girone di ritorno, il Ladispoli è stato corsaro per ben 5 volte. In questo scenario, non poco potrebbero aver pesato gli scossoni societari con le dimissioni a raffica di vari dirigenti.

Il direttore sportivo Gioacchino La Pietra è stato il primo a rassegnare le dimissioni per dissensi con la linea societaria
Ad fine ottobre è andato via il direttore sportivo, Gioacchino La Pietra, per palesi dissensi con la linea societaria. Un mese dopo arrivarono le dimissioni dell’allenatore Michele Micheli, a fine febbraio se ne andò la vice presidente Barbara Del Greppo che alla stampa definì come “un far west” l’ambiente che si era creato all’interno della società. A chiudere, pochi giorni dopo, si dimise anche il valido collega Cristiano Orsini da addetto stampa. Nonostante la bravura del mister Castagnari nel tenere unito lo spogliatoio, è immaginabile ipotizzare che queste polemiche furiose, apparse sui mass media, possano aver inciso nel rendimento del Ladispoli che non è mai uscito dalla zona play out.

I tifosi del Cerveteri si preparano ad invadere lo stadio di Ladispoli
Discorso totalmente diverso per il Cerveteri che ha vissuto due stagioni nella stessa stagione. In estate erano già filtrate indiscrezioni sulle difficoltà economiche del club, la partenza della squadra dopo l’illusoria vittoria di Civitavecchia, fu disastrosa, all’undicesima giornata il Cerveteri era ultimo in classifica, reduce dalla batosta per 6-1 con il Quarto Municipio. Si dimise il tecnico Marco Ferretti, che pochi mesi prima aveva condotto i verdeazzurri alla vittoria nello spareggio salvezza di Aranova. Tra difficoltà economiche, stadio chiuso al pubblico per inagibilità e sbandamento della dirigenza, sembrava che il Cerveteri fosse vicino alla smobilitazione. Poi a fine novembre è apparsa la famiglia Lupi che ha acquistato la società, ha effettuato sostanziosi investimenti per ristrutturare e mettere a norma lo stadio Galli, dovendo effettuare alcuni sacrifici con la cessione di giocatori di spicco come Toscano e Teti. Sono arrivati molti giocatori dal Borgo San Martino, alcuni giovanissimi di belle speranze ed un allenatore come Giampaolo Superchi che ha sempre manifestato ottimismo per il futuro.

Il mister Superchi ed il presidente Lupi, artefici della resurrezione del Cerveteri
Con l’inizio dell’anno i verdeazzurri hanno iniziato una rincorsa sofferta, si sono levati lo sfizio di togliere punti a big come Civitavecchia e W3 Maccarese, spiccando per essere quasi imbattibili in casa e tremendamente fragili in trasferta. I numeri parlano chiaro, ben 22 dei 34 punti ottenuti sono arrivati dalle partite al Galli, appena 12 quelli ottenuti lontano dalle mura amiche. Con un rush finale tra disperazione ed incoscienza, i cosiddetti “ragazzini terribili” del Cerveteri hanno acciuffato lo spareggio contro il Ladispoli, peraltro l’avversario che molti nell’ambiente verdeazzurro volevano al posto del Nettuno. Il motivo è semplice, il Cerveteri è rimasto imbattuto contro i “cugini”, sarà seguito allo stadio Angelo Sale da almeno 15o tifosi, a Nettuno oltretutto si sarebbe giocato a porte chiuse in un ambiente prevedibilmente ostile.

Un anno fa il Cerveteri espugnava Aranova centrando la salvezza
Questa la fotografia della stagione di Ladispoli e Cerveteri che, purtroppo, non si sono discostate molto dai risultati dello scorso campionato. Nel 2022, infatti, il Ladispoli riuscì a salvarsi all’ultima giornata vincendo contro il derelitto Grifone che perse 30 gare su 30. Il Cerveteri segnò a tempo scaduto il goal della vittoria nello spareggio di Aranova. Domenica alle ore 11 si affronteranno per evitare di retrocedere, comunque vada sarà una sconfitta per il nostro litorale che perderà un club di Eccellenza e soprattutto la prossima stagione non avrà il derby. Si gioca un derby che nessun sportivo delle due città avrebbe mai voluto vedere. Se il Ladispoli si salvasse avrà almeno evitato di chiudere nel peggiore dei modi una stagione travagliata dentro e fuori il campo. Se si salvasse il Cerveteri, raccolto in coma dalla famiglia Lupi a novembre, avrebbe centrato un traguardo leggendario, mantenendo l’Eccellenza. E pensare che solo tre anni fa il Ladispoli militava in Serie D ed il Cerveteri vinceva il torneo di Promozione…

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