Un murales sulle pareti della scuola “Caravaggio” per rinsaldare il rapporto tra il pittore lombardo ed il territorio di Ladispoli dove approdò e probabilmente trovò la morte nel luglio del 1610.

Dal cilindro del progetto “Coloriamo la città” dell’artista Donato Ciccone è balzata fuori l’idea di dipingere una delle opere più famose di Caravaggio all’ingresso del plesso di via del Ghirlandaio per rendere omaggio a Michelangelo Merisi. Sarà il pittore Alessio Gazzola a realizzare una grande e fedele copia de “Il ragazzo con la canestra di frutta”, dipinto conservato nella Galleria Borghese di Roma. Il progetto, patrocinato dal comune di Ladispoli, è giunto alla fase finale e diventerà operativo con il nulla osta della direzione didattica dell’istituto. Da due anni l’iniziativa “Coloriamo la città” ha permesso di abbellire con murale particolarmente apprezzati dai cittadini molti edifici pubblici di Ladispoli e Cerveteri, soprattutto i plessi scolastici hanno ricevuto i maggiori benefici dall’intervento degli artisti locali. Nei giorni di vacanze natalizie le artiste Monica Marra, Stefania Tartaglione, Francesca Romana Carrozzo e Stefania Paolucci hanno dipinto una serie di murales sulle pareti della scuola di via Castellammare di Stabia, il 9 gennaio al rientro in classe gli alunni si troveranno davanti agli occhi dei dipinti colorati che ricordano l’importanza dell’applicazione nello studio.
«I pittori di Ladispoli e Cerveteri – afferma il coordinatore del progetto, Donato Ciccone – da tempo stanno mettendo il loro talento a disposizione della collettività. A costo zero per le casse dei comuni, sono state abbellite ed impreziosite da vere e proprie opere d’arte le pareti di scuole, edifici pubblici, giardini e perfino attività commerciali. Anche nel plesso “Caravaggio” prossimamente alunni, docenti e genitori potranno ammirare una copia fedele di uno dei dipinti più celebri di Michelangelo Merisi. Sarà il nostro contributo alla battaglia di rivendicazione dell’ultimo approdo e della morte di Caravaggio sulle sponde di Palo».

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