Riceviamo e pubblichiamo.
Spett.le Ortica Social, siamo le figlie di Giuseppe Bertolone e Anna Farruggio, attuali proprietarie dell’albergo”El Paso che nelle ultime settimane è tornato all’attenzione delle cronache cittadine, grazie a due articoli pubblicati on line e sui social da parte proprio di questa redazione. Per la precisione si è trattato di un video e di un breve articolo dal titolo “La triste storia dell’ex hotel El Paso di Cerveteri, abbandonato da una decina di anni” nel quale si punta l’attenzione sullo stato di abbandono della struttura e si chiede chi siano mai i proprietari attuali della struttura. Ebbene le proprietarie siamo noi, Giuseppina, Natalina e Lina Bertolone e sarebbe bastato una semplice visura catastale per scoprire quello che sembrava volesse essere fatto passare come un mistero. Visura ovviamente possibile visto che le informazioni al catasto sono pubbliche e accessibili a tutti, e noi saremmo certamente state a disposizione del quotidiano per spiegare le ragioni dell’attuale stato dell’Albergo “El Paso”. Precisato il punto ci sentiamo in dovere, anche e soprattutto per rispetto dei nostri genitori, di raccontare quella che è la vera storia dell’Hotel El Paso. Una storia fatta di sacrifici, lavoro rinunce e tanta tanta passione e amore, messi in campo dai nostri genitori Giuseppe e Anna. Una storia che inizia negli anni 60, in due piccoli paesi della Sicilia, da cui come molte italiani, Giuseppe e Anna decidono di emigrare per andare in Inghilterra e cercare lavoro. A Londra, uno trova lavoro come cameriere e l’altra come tata presso famiglie inglesi e sempre nella capitale inglese si conoscono, si innamorano, si sposano e crescono tre figlie. Dopo decenni di sacrifici in un paese estero, Giuseppe e Anna decidono ma soprattutto desiderano di tornare in Italia e investire quanto hanno faticosamente guadagnato e messo da parte per aprire un attività in proprio. La scelta cade, su consiglio di un amico, sull’acquisto di una struttura alberghiera in Cerveteri, appunto l’Hotel El Paso. I nostri genitori tornano, quindi, in Italia e nel 1975 acquistano, investendo tutti i loro risparmi e sottoscrivendo numerose cambiali, la struttura alberghiera insieme a nostra zia, sorella di nostra madre. L’albergo all’epoca si presentava strutturato su tre piani: piano terreno composto da cucina e un portico di 120 mq; 1 piano composto da sala per i ricevimenti per 250 persone; 2 piano composto da 9 camere da letto, 3 piano a terrazzo. Nei primi anni si lavora molto sulle cerimonie (matrimoni, battesimi, comunioni) in quanto l’albergo rappresenta uno dei pochissimi posti se non l’unico in grado di ricevere numerose persone per tale tipo di feste. Mentre la ricezione alberghiera è molto ridotta avendo a disposizione un numero limitato di stanze. Nel 1978 Giuseppe e Anna acquistano integralmente l’albergo, rilevando la quota di nostra zia e decidono di investire per ampliare la struttura rendendola in grado di ricevere un numero maggiore di ospiti, in particolare decidono di rendere l’albergo in grado di ospitare scolaresche con i pullman, anche perché le cerimonie nel tempo iniziavano ad avere meno persone presenti. Nel 1983 quindi, vengono effettuati una serie di lavori, con concessione edilizia n. 24 rilasciata dal Comune di Cerveteri. Nei fatti quello che viene realizzato perché autorizzato è: eliminazione della sala ricevimento al primo piano ricavando 11 stanze che si aggiungono alle 9 già presenti; chiusura del portico realizzando la sala ricevimento e ristorante al piano terra con una capienza di 150 persone. Nel 1986 dopo l’approvazione delle Legge sul condono edilizio, i nostri genitori richiedono una sanatoria per ampliamento della sala ristorante e per un modestissimo ampliamento del primo piano di 1,65 mq. L’area però, si scoprirà, è sottoposta a vincolo archeologico e, quindi, per ottenere il rilascio della concessione in sanatoria occorre anche il visto del Ministero per i Beni Culturali e nel 1994 viene presentata istanza per la sanatoria delle opere realizzate. E’ così che nel 1997, il Ministero emette una sanzione nei confronti dei nostri genitori per la realizzazione degli ampliamenti di oltre 100 milioni di lire. Secondo il Ministero, infatti, l’aver migliorato la struttura senza nei fatti aver ampliato o modificato la sagoma aveva comportato un danno all’ambiente archeologico tutelato che doveva essere risarcito. Ritenendo ingiusta la sanzione comminata, i nostri genitori presentarono un ricorso al TAR rappresentando di non aver modificato la struttura esterna, ed essendo comunque errato il calcolo effettuato avendo conteggiato una superficie maggiore di quella effettivamente realizzata e non comprendendo in che modo questo potesse aver portato un danno alla “cosa” tutelata dal Ministero. Ebbene dopo 10 anni dal ricorso e precisamente nel 2007, il TAR accoglie in parte le motivazioni dei nostri genitori, annullando il provvedimento sanzionatorio emesso dal Ministero, in quanto conteggiato su una superficie maggiore rispetto a quella effettivamente realizzata, con conseguente necessità di ricalcolo delle somme dovute. In questi dieci anni, però le cose sono ulteriormente cambiate, ed infatti una struttura ricettiva di ventuno stanze non era più in grado sostenere il mercato, posto che il numero minimo per ottenere afflusso di scolaresche sono 28 stanze. Ovviamente nei dieci anni trascorsi, in assenza di decisioni della pubblica amministrazione, i nostri genitori non potevano in alcun modo toccare la struttura o chiedere nuovi permessi, pena l’emissione di ulteriori sanzioni. Dopo l’emissione della sentenza i nostri genitori rimasero in attesa di ricevere la nuova quantificazione del Ministro per procedere al pagamento, ed ottenere finalmente la sanatoria edilizia. Ed invece nel 2010 il Ministero notifica nuova sanzione in cui richiede oltre 71 mila euro, cioè una somma maggiore di quella inizialmente richiesta nel 1997, in quanto contesta il mancato pagamento di interessi e rivalutazione monetaria di oltre un decennio. Ovviamente i nostri genitori procedono con una nuova impugnazione del provvedimento ritenendolo completamente ingiusto, posto che non gli potevano essere accollati i costi di interessi e rivalutazioni di oltre un decennio in quanto era pendente un ricorso, deciso solo nel 2007 dal TAR. Il TAR, ovviamente, accoglie nel 2011 integralmente le ragioni dei nostri genitori, ritenendo il conteggio del Ministero completamente errato ed invitando lo stesso a procedere ad una nuova rettifica non tenendo conto di interessi e rivalutazione. Dal 2011 e fino al 2014 si è rimasti nuovamente in attesa di conoscere il nuovo importo da pagare, e nel contempo si inviavano numerose richiesto proprio richiedendo il nuovo conteggio. Solo nel 2014, quando nostro padre era già gravemente ammalato il Ministero emette la nuova sanzione con richiesta di pagare circa 48 mila euro. Nostro padre insieme a nostra madre decisero di promuovere un ulteriore ricorso, questa volta al Capo dello Stato in cui si contestava il metodo utilizzato per il conteggio. Nel 2015, purtroppo, dopo una lunga malattia viene a mancare nostro padre. Solo nel 2017 il Consiglio di Stato si pronuncia confermando la sanzione emessa dal Ministero,e nell’ottobre del 2018 le sottoscritte quali eredi del Sig. Giuseppe Bertolone e la Sig.ra Anna Farruggio provvedono al pagamento di 48.000,00 euro a favore del Ministero. Dopo il pagamento viene richiesto il rilascio della sanatoria e, finalmente in data 22.10.2019, dopo ulteriori spese, viene rilasciata la concessione in sanatoria che rende sotto ogni punto di vistain regola con le norme urbanistiche la struttura. Nel frattempo, nel luglio del 2019 è venuto a mancare nostra madre., che insieme a nostro padre, non è riuscita a vedere la conclusione di una storia iniziata nei fatti nel 1983. Ebbene dopo 21 anni dall’inizio della vicenda amministrativa che aveva reso nei fatti impossibile non solo eseguire qualsiasi tipo di lavoro sull’albergo, ma anche la sua vendita, non essendo in regola con la normativa urbanistica, si concludeva la lunga questione con la pubblica amministrazione. Nel frattempo Cerveteri era cambiata, altre strutture e ristoranti erano sorti, le necessità ricettive si erano completamente modificate, e i nostri genitori non avevano potuto fare assolutamente nulla perché impigliati nelle maglie della burocrazia che gli impediva anche di toccare un muro, mentre intorno a loro, su quella che veniva considerata area sottoposto a tutela archeologica, sorgeva una nuova città, con la realizzazione di numerosi strutture residenziali. L’albergo, quindi, anche per l’avanzare dell’età e delle malattia che aveva colpito nostro padre, è stato nei fatti lasciato, in attesa appunto di risolvere tutte le questioni che lo riguardavano. Come detto solo nell’ottobre del 2019 si chiude tutta la vicenda e, le sottoscritte hanno in questi anni pagato oltre 100 mila euro tra sanzioni, sanatorie e spese di successione. Tutte spese che hanno comportato l’impossibilità di qualsiasi intervento sulla struttura, ma anche nei fatti l’impossibilità di commercializzazione del bene non essendo in regola con la sanatoria. Se attualmente l’Albergo si trova in uno stato di abbandono, non è certamente per volontà delle sottoscritte, che anzi hanno fatto tutto quanto in loro potere pur di cercare di salvare la struttura, pagando ingenti somme di denaro. Abbiamo più volte richiesto anche all’Amministrazione pubblica e all’attuale Sindaco un incontro per risolvere la questione, e noi saremmo disponibili anche a possibili soluzioni che vedano la struttura non solo ceduta a privati ma anche eventualmente utilizzata per le necessità del Comune visto che a poca distanza vi è il plesso scolastico del Giovanni Cena, ma nulla ci è mai stato proposto. Dobbiamo, infine, fare alcune precisazioni su false affermazioni che sono girate in questi anni. L’albergo non è mai stato richiesto da parte del Comune, della Regione o della Prefettura per essere utilizzato al fine di ospitare migranti. Non sappiamo chi ha mandato in giro questa falsa voce, tesa solo ad incutere timore nella popolazione di Cerveteri e a screditare le sottoscritte, facendole passare per chi voleva guadagnare a spese delle cittadinanza. Inoltre per quanto riguarda l’incendio che colpi l’Albergo specifichiamo che secondo la ricostruzione dei Vigili del Fuoco si trattò di un incendio doloso, provocato ad arte. Non abbiamo mai saputo ne abbiamo sospetti su chi possa essere stato, ma certamente non possiamo essere incolpate ingiustamente di un fatto in cui risultiamo le vittime. Abbiamo ritenuto necessario fare questa ricostruzione perché non potevano accettare che le figure dei nostri genitori e delle sottoscritte uscissero in maniera negative, come di persone che si disinteressano di un bene e che lo lasciano deperire e visti anche i commenti negativi apparsi sui social da parte di persone che nulla sanno della storia della nostra famiglia. Nella realtà la storia dell’Albergo El Paso è la storia di una grande passione e di grandi sacrifici fatti da due persone straordinarie, Giuseppe Bertolone e Anna Farruggio che hanno fatto di tutto per portare avanti e mettere a disposizione di Cerveteri una struttura alberghiera e di ristorazione di livello. Negli anni 70 l’Albergo ospitò anche il ritiro della Roma oltre ad altri personaggi famosi, moltissime persone di Cerveteri hanno celebrato le proprie cerimonie in quel meraviglioso ambiente. Ma è anche la storia di chi è si è ritrovato a combattere con la burocrazia e le tempistiche della pubblica amministrazione, che nei fatti ha impedito e impedisce tuttora qualsiasi tipo di intervento sulla struttura che non può essere ampliata e rese funzionale alle esigenze del moderno turismo. Siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento ci volesse essere richiesto, avendo tutta la documentazione e gli atti che provano quanto da noi raccontato. Tanto era dovuto a chiarimento degli articoli e dei video apparsi in questi giorni. Cordiali saluti.

Ed era giusto che chiarissero per la propria dignità. Il comune dovrebbe in qualche modo aiutarle anche se il momento non è propizio. Promuovere con le crociere e viaggi organizzati per esempio…
Finalmente è uscita la verità … una storia di sacrifici che commuove … spero che possa di nuovo essere utilizzata … a Cerveteri manca una struttura che possa ospitare parenti o amici … vi auguro di realizzare un sogno lasciato anni fa dalla vostra famiglia.
avete tutta la mia solidarità
Solidarietà x la storia, uno sprone x il futuro, un consiglio, fate come i vostri genitori, armatevi di pazienza e sacro furore imprenditoriale. Lo dico con esperienza, per conquistare la vetta bisogna essere ambiziosi e un tantino folli, come saranno stati i vostri genitori. Coraggio.
Sarebbe cosagbuona e giusta che ora qualcuno vi aiutasse a recuperare una struttura come questa. Il classico esempio di imprenditoria incagliata nella burocrazia e nei suoi tempi. L’importanza di una struttura simile a Cerveteri forse non è ancora chiara.
Proprio in tempi difficilissimi come questi che stiamo vivendo l’amministrazione comunale dovrebbe rendersi parte attiva e solidale con chi ha sofferto e ha speso tantissimo non solo in denaro.
L’unica sorte praticabile per quell’edificio resta il frazionamento in unità abitative ad uso residenziale, sempre che il Comune non ne faccia una storia di ambientalismo o di peso urbanistico.
Grazie a Te che hai dato voce ad una storia ed a delle persone straordinarie come i Vostri genitori. Persone che costruiscono e fanno sacrifici… Persone che non esistono più!!!!